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Buongiorno a tutti! Oggi è qui con noi Daniele Imbornone, giovanissimo autore, mEEtaler con già all’attivo varie pubblicazioni online, che ha recentemente pubblicato il suo urban fantasy “Il corvo rosso dell’alta società” con GDS editore

Daniele è un giovane scrittore esordiente che, dalle piattaforme e le community di scrittura come mEEtale e Liberarti, è arrivato a pubblicare recentemente il suo urban fantasy “Il corvo rosso dell’alta società” con la casa editrice Gds. Pur se giovane ha dimostrato talento, serietà e competenza, anche in occasione del MaglaxWriters, dove è giunto in gara con due racconti brevi davvero interessanti che a me, sua coach del team under30 hanno appassionato e coinvolto per la capacità di descrivere con nettezza situazioni ed emozioni.

Dopo questa breve introduzione ci apprestiamo a una lunga intervista: continuate a leggere e a seguirci… ne scoprirete delle belle! 😀


Daniele, puoi parlarci della tua passione per la scrittura? Quando e come è nata? Come si è trasformata col tempo da sperimentazione a un’attività più concreta, con la pubblicazione del tuo primo romanzo?

Ciao Loriana e grazie per questa splendida occasione. La mia passione è nata ormai dieci anni fa, quando per gioco o un po’ per sfida, misi insieme le idee più megalomane che mi venivano in mente e le ho buttate su carta. Se ripenso a quei tempi mi sento vecchio… All’epoca non sapevo scrivere; avevo solo la mia fantasia e la voglia di dire la mia al mondo dell’editoria. Pian piano sono cresciuto e la mia mente vulcanica di scrittore si è evoluta, raffinata (spero ehehe) e mi sono concentrato sul miglioramento della stesura (dove ero carente). Dalle prove, dalle notti insonni e dalla passione, è alla fine nato Il corvo rosso dell’Alta Società e non solo.

Che tipo di storie ami raccontare?

Sono un tipo che rimane fedele al mondo del fantastico e della fantascienza, anche se mi piace scrivere veramente di tutto.

Quali sono gli elementi che non mancano mai nei tuoi testi?

A chi leggerà di me, posso dire che ci sarà sempre una vena d’ironia e un personaggio stupido o goffo.
Sayph, il protagonista del mio romanzo, è esattamente così. Un po’ come me.

Qual è il genere che di solito affronti e quello che invece non senti affatto nelle tue corde e che, quindi, non scriveresti mai?

Recentemente sto affrontando un tema a me molto caro: quello della brevità della vita umana e della morte. Nei romanzi è presente, ma in pochi la trattano con profondità come sto cercando di fare io. Per rispondere alla seconda domanda, dico che non scriverei mai storie troppo sdolcinate o racconti per adulti.

Prediligi testi lunghi, come i romanzi, oppure i racconti brevi?

Beh, ormai sono abituato a fare concorsi, quindi direi racconti brevi. Mi piace scrivere anche racconti a puntate; non so se conosci: The Incipt. Quel sito è molto interessante.
Ne ho in cantiere due, che però non ho ancora messo online su The Incipt. Vedrò in futuro.

Oltre alla scrittura hai altre passioni? Ce ne vuoi parlare?

Mi piace disegnare, vedere serie TV e giocare a giochi di ruolo. A volte trovo molti spunti per le mie storie.

Come lettore che ambientazioni preferisci?

Non ho preferenze. Basta che la storia sia ben studiata e la lettura scorrevole.

Parliamo ora di te come scrittore. Come sei arrivato ala decisione di farti leggere? In che modo? Che strada hai intrapreso?

Non mi sono mai posto la domanda. Io ho iniziato a scrivere PER farmi leggere, sono partito da questo presupposto. Ho intrapreso la semplice strada del: scrivo e faccio leggere. Tutto quì.

Come dicevo nell’introduzione, sei iscritto a varie community di scrittura. Che ne pensi? Sono state per te un luogo di crescita e confronto? Quali sono gli elementi importanti che vuoi evidenziare?

Sisi, certo. è stato grazie a loro se sono cresciuto così tanto in poco tempo. Devo molto ai vari gruppi di scrittura creativa su Facebook, ai blog ecc. Ringrazio soprattutto Magla l’isola del libro, LiberArti e ovviamente Meetale eheh. Voglio evidenziarne la solidarietà tra scrittori esordienti e non e i consigli che danno sempre. Devo tutto a loro.
Grazie ragazzi, vi voglio bene.

…Sei approdato anche su mEEtale. Come e perché? E, soprattutto, cosa secondo te la differenzia dalle altre community?

Come sono approdato, chiedi? Beh, a essere sincero non me lo ricordo.
Forse spulciando su internet o forse me lo avranno suggerito gli amici sui social.
Comunque mi trovo bene, è una grande opportunità per farsi conoscere, leggere qualcosa di altri e molto altro ancora.

Parliamo ora della tua predisposizione a “metterti in gioco”. Anticipavo prima della tua partecipazione al “MaglaxWriters”, un contest letterario organizzato da Magla-l’isola del libro, in cui tutti gli scrittori – suddivisi per team – affrontavano testi letterari basati su incipit o tema specifico. Una gara complessa in cui non ti sei tirato indietro ma, anzi, hai messo in campo ottime qualità narrative, pur non arrivando in finale. Hai anche partecipato a più di una gara del gioco-contest “Arcobaleno d’Inchiostro”, organizzato sempre da Magla, affrontando i generi letterari più disparati, dimostrando capacità, talento e la voglia di confrontarti con altri colleghi. Puoi dirci cosa ti spinge a partecipare a vari contest e quali sono gli elementi di crescita derivati dalla tua partecipazione ad essi?

Provando si cresce. Anche se non ho vinto, mi sono trovato bene. Ho trovato i tutor preparati, cortesi e desiderosi di dare la propria esperienza ai “novellini”. Questo mi ha fatto molto piacere e anche un po’ sorpreso, visto che era la prima volta che mi succedeva in una gara.
Partecipo ai contest per scrivere. Quando ricevo un incipt o anche un tema, do il meglio di me. Soprattutto sulla elaborazione delle idee: credo che sia il mio forte.

Anche mEEtale organizza spesso contest di scrittura. Ci hai mai partecipato? Sai che è aperta la prima edizione del mEEtale Award, con la possibilità di pubblicazione per l’autore che vincerà i concorso? Pensi di partecipare?

Sì, ho letto qualcosa, ma non mi sono iscritto perché… boh. Forse per via degli impegni.
Ad ogni modo, se avessi ancora la possibilità di partecipare, potrei scrivere qualcosa.

Da quanto sei iscritto a mEEtale e quali tuoi lavori possiamo trovare? Vuoi segnalarne qualcuno ai lettori, spiegandoci perché li inviti a leggere?

Di sicuro vi consiglio di leggere il primo capitolo de: il corvo rosso dell’Alta Società visto che siamo in tema, ehehe. Consiglio anche il racconto: Il treno della vita, di cui lascio il link.

è un altro tema a me molto caro e potrebbe scappare una lacrima ai più sentimentali.
Ci sono racconti di tutti i generi e per tutti i gusti.

Parliamo ora della tua “creatura”, il tuo romanzo: “Il corvo rosso dell’alta società”, un urban fantasy pubblicato con la Gds editore. Vuoi dirci qualcosa?

Finalmente si entra nel vivo dell’intervista!!
Cosa posso dire senza svelarvi tutto come faccio sempre?
Innanzitutto parlo delle avventure di Saypherius Redcrow, un persecutore al servizio di un regno del dopo trapasso dove, lui insieme alla sua classe, i persecutori per l’appunto, si occupa di recuperare le anime di coloro che sono destinati alla morte.
La storia si apre al termine di un allontanamento dal mondo civilizzato durato 500 anni.
Sayph viene richiamato alla capitale per un incontro con l’Alta Società: un consiglio di ricchi, potenti e soprattutto strafottenti uomini che governano il mondo di sopra, dove gli viene proposta l’opportunità di tornare quello che un tempo era stato. Sayph declina l’offerta per non essere tormentato dal suo passato pieno di pena, ma alla fine accetta sotto la spinta del supremo imperatore del mondo di sopra e della sua promessa che, alla fine dei 4 mesi durante il quale opererà, troverà la risposta alla sua più grande domanda.
L’attività dei persecutori è molto lunga e stressante, ma essere il Redcrow significa essere il migliore e Sayph non ha intenzione di deludere il sovrano che si fida di lui. I problemi iniziano quando il protagonista prende in custodia una ragazza che assomiglia moltissimo alla sua defunta moglie. Con lei, tutti i suoi principi verranno messi in discussione.

Sayph è il tipo bonaccione e impacciato di cui parlavo sopra. Non capisce i doppi sensi, prende tutto per buono e non ne combina una giusta. L’altra parte del suo carattere però… è molto cinica e competente. Nel suo lavoro, ovvero nel recuperare le anime degli uomini, è fermo e spregiudicato. Sayph odia l’uomo e non ha remore nel falciarlo: è il Redcrow, ossia il migliore, anche per questo.

Jennifer invece, la ragazza che Sayph accetterà di pedinare per poi (teoricamente) falciarla, è il suo opposto. Seria, amante della vita e all’inizio molto diffidente. Ha un negozio di animali e li ama con tutta sé stessa. I due faranno ferro e fuoco insieme, eheh.

Un mondo davvero complesso! Come ti è venuta l’idea e quanto tempo hai impiegato per la scrittura e per la stesura di questo testo?

L’idea mi è venuta dopo aver scritto un racconto per un concorso: Ad un passo dalla morte, dove tratto lo stesso argomento.
Per la stesura ho impiegato circa un anno e mezzo. Il testo era più complesso, anche se non molto più lungo. Descrivevo sia il passato che il presente di Sayph, così da avere una visione d’insieme.
Poi ho pensato di dividere il romanzo in due per allungarlo e arricchirlo. Infatti il mio prossimo romanzo, che ho già iniziato, è il prequel del corvo rosso. Lì, per l’appunto, parlerò del passato di Sayph, il suo arrivo nel mondo di sopra, lo shock del cambio di vita, la storia d’amore con la sua defunta moglie e molto altro ancora.

Vuoi dirci due parole su Sayph e sui suoi rapporti con il mondo di sopra e quello di sotto?

Sayph non ama il mondo di sotto per via dell’uomo, che detesta.
Tuttavia è costretto ad andarci per lavoro. L’imperatore, dopo l’esilio, gli affida incarichi per quattro mesi e da lì la sua permanenza nel mondo di sotto diventa quasi fissa.
Il mondo di sopra è molto diverso. La capitale è Araghent, megalopoli tecnologica e sovrappopolata dove ha sede l’Alta Società e l’Alta Corte: i principali organi governativi.
Geograficamente parlando, ha una posizione centrale nel mondo del dopo trapasso e, attorno alla capitale, sempre geometricamente parlando, si erigono le grandi città industrializzate e commerciali. La periferia è composta dal mondo rurale e contadino, lasciato quasi a sé stesso. è un mondo povero, abbandonato, ma più felice; dove il bardo Fan (nome d’arte di Sayph) concentra la sua vita raminga allietando le vite degli uomini che lì vivono.

Il “mestiere” di persecutore, se non ho capito male, consiste nell’uccidere gli uomini con una sorta di falce. Perché, c’è uno scopo preciso dietro?

Si Loriana, hai capito benissimo. Non svelo molto perché entrare nel merito significa togliere ai lettori un mondo nel mondo, tutto da scoprire. Il “mestiere”, io nel libro la chiamo: “l’arte” del persecutore, consiste nel falciare le persone scritte nella lista del mietitore.
Nel mondo di sopra, le questioni lavorative e non, sono molto burocratizzate e anche il ruolo dei persecutori lo è. Do molta enfasi a questo aspetto.
Fa molto “morte nel senso comune del termine”: il mietitore ossuto con la casacca nera e la falce.
Ho voluto riprendere questa immagine ed elaborarla, sfumandola e colorandone l’essenza.
Lo scopo, purtroppo, lo leggeranno i lettori che vorranno cimentarsi nell’impresa.
Posso solo dire che l’obiettivo è molto nobile e porta beneficio a entrambi i mondi.

Come e quanto tempo è trascorso prima di trovare un editore?

Pochi mesi. Ho fatto una selezione di case editrici e, in base alle risposte pervenute, ho fatto la mia scelta. Spero di ricevere supporto e competenza dall’editrice GDS.

Perché non hai intrapreso la strada, ormai la più intrapresa dagli autori esordienti, dell’autopubblicazione?

Perché ho un passato di… mi vergogno a dirlo… scrittore a pagamento.
Per questa VERA esperienza editoriale, ho quindi preferito fare le cose per bene.

Che emozioni provi a parlare del tuo romanzo, come una bella realtà? Cosa ti senti di dire a chi, come te, è ancora in attesa di trovare un editore che lo supporti?

E’ fantastico, spero di avere altre emozioni così forti.
Ai colleghi in attesa posso solo dire di essere costanti e di avere pazienza, perché l’occasione arriva per tutti. Tenete duro amici!

Progetti futuri? Qualche anticipazione?

Innanzitutto leggere la valanga di romanzi che ho da finire, ehehe. Poi completare le serie in sospeso e infine concentrarmi per bene sul prequel del corvo rosso dell’Alta Società.
Sono ancora a 1/3 del lavoro e sarà lunga e laboriosa. Pregate per me.

Un ultima domanda… ti leggeremo a breve su mEEtale con nuovi lavori? Puoi dirci qualcosa?

Ovvio. Sentirete ancora molto parlare di me! Innanzitutto presto completerò la serie intitolata: Kallil della Morte. Cosa ci fa uno schiavo cieco in un’arena per gladiatori? Ha qualche potenziale nascosto o è capitato nel posto sbagliato nel momento sbagliato? In seguito concluderò quella intitolata: Vettovaglie; la storia tragicomica ambientata in un ristorante alle porte di Bergamo, dentro il quale, al termine dei servizi, le stoviglie prendono vita per combinarle di tutti i colori.
Restate sintonizzati!

Daniele ha reso pubblici su mEEtale i primi capitoli del suo romanzo. Andate qui per leggere il Capitolo 1 e qui per leggere il Capitolo 2… che altro dirvi? Buona lettura!

Ringrazio Daniele Imbornone per essere stato con noi oggi e approfitto di questi saluti conclusivi per fare a questo giovane autore i miei migliori in bocca al lupo per il suo romanzo. Speriamo di leggerti presto su mEEtale perché sono certa sarai in grado di offrirci nuove avvincenti storie, quindi… a presto!

Articolo a cura di

Loriana Lucciarini

scrittrice & mEEtaler


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