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Oggi 8 marzo parliamo di un tema che ci è molto caro con Loriana Lucciarini, sindacalista, scrittrice, blogger (Scintille d’Anima) e mamma è una delle autrici di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, innanzitutto grazie di essere qui, ci vuoi raccontare di cosa parla questo libro?

12443350_10207521448788316_16529160_oIl libro affronta il tema della violenza sulle donne e lo fa raccontando quattro dei tanti modi in cui questa si esplica: sfruttamento del corpo femminile, stupro etnico, femminicidio, stalking e violenza psicologica. Le quattro autrici che hanno scritto in punta di penna emozioni e storie di quattro donne, Anne, Gaia, Selina e Alba sono Arianna Berna, Monica Coppola, Silvia Devitofrancesco e Loriana Lucciarini.

L’attualità ci parla spesso di storie legate alla violenza sulle donne, qualcuno si chiederà perché aggiungere delle narrazioni artistiche? Un motivo che mi viene è che un racconto non è un mezzo di informazione sterile come po’ essere un’articolo giornalistico che deve raccontare il “fatto”

Perché? Perché è necessario agire anche culturalmente per cambiare la percezione del problema. Aumentare l’empatia verso l’universo femminile porta al rispetto delle individualità. Diffondere questa tematica aiuta a far comprendere che è un problema che tocca non solo alcune donne ma tutti: le donne vittima di violenza sono madri, mogli, figlie, nipoti, amiche. Pertanto anche gli uomini, che sono padri, mariti, compagni o amici di queste donne abusate vengono coinvolti in questa spirale.

FEMMINICIDIO

La cosa che più mi stupisce è che rispetto a qualche anno si parla di più di violenza femminile al telegiornale, secondo te è un vecchio male che sta fortunatamente emergendo e quindi se ne parla di più, oppure è un male della nostra società?

Il fenomeno è in forte emersione perché sempre più donne trovano il coraggio di denunciare. Ma tutto questo c’è sempre stato e ha radici profonde nella cultura e nel sistema patriarcale. La donna sconta secoli di sottomissione data dal ruolo impostole dalla società.
Certamente è un fenomeno che punta a crescere perché le nuove generazioni, incapaci di tessere relazioni affettive serie e reali – nell’era dei virtualsocialnetwork, hanno sempre più difficoltà ad accettare le differenze, il confronto e rispettare le scelte altrui, propendendo verso la soddisfazione egoistica del proprio ego. Per questo occorre agire anche culturalmente.

Da piccoli ci raccontano favole con il cavaliere che protegge la principessa di turno. Poi gli uomini si rivelano, qualche volta, gli aguzzini di chi dicono di amare. Forse la figura della principessa in pericolo fa storcere il naso a molte femministe, ma in una relazione moderna e reale, cosa trasforma l’uomo nell’orco e non nel “principe”?

Di fondo c’è l’incapacità di questi uomini di instaurare una relazione paritaria basata sul rispetto e sull’accettazione dell’individualità della propria partner (che significa pensieri e scelte e libertà) che viene vista non come persona ma come proprietà di cui disporre. E quando la donna decide di rompere una relazione di questo tipo, la frustrazione e la rabbia esplodono. E il principe farlocco si trasforma nell’orco finora tenuto sopito, come anche le nostre storie raccontano.

Voi autrici non avete scritto questo libro per guadagnarci qualcosa ma avete deciso che il vostro editore, Arpeggio Libero, devolverà i proventi dei vostri diritti d’autore a una buona causa. Come vi è venuta l’idea di questo progetto?

L’idea nasce da me. Volevo mettere a disposizione l’arte dello scrivere per una causa di questo tipo. Le altre autrici, che facevano parte del gruppo delle 4writers, hanno accettato entusiaste, condividendo lo scopo del progetto. Arpeggio Libero ha accettato di sostenerci pubblicando il volume. Così è stato individuato il centro antiviolenza a cui destinare il ricavato delle vendite, legandole ad un progetto concreto: la realizzazione della Casa rifugio delle donne nella Marsica! Bello, no?

 

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Certamente, parlando proprio di iniziative legate a questo tema, dal 8 marzo meetale vi affiancherà con un contest sul tema che premierà i racconti vincitori il 25 novembre, la giornata mondiale della lotta contro la violenza femminile. Ci parli anche di questa nuova iniziativa? [ecco il link, Fermare la violenza, ndr]

È un modo, proprio come dicevo prima, per allargare la sensibilizzazione e l’approccio a livello culturale, grazie alla letteratura. I racconti diventeranno il veicolo per comprendere stati d’animo, tormenti, storie, dinamiche e approcci psicologici legati a questo problema e chi li leggerà comprenderà molto di questo fenomeno. Inoltre l’antologia che nascerà da questo contest sarà venduta al prezzo simbolico di 1 € e il ricavato verrà investito per una campagna di sensibilizzazione del tema diffusa sui social network. Un modo per fare attivamente qualcosa, oltre a tessere storie fatte di parole…

Molti che ci leggono non lo sapranno ma 2 anni fa mi hai intervistato come partecipante a un contest che avevi organizzato, anche quella volta insieme ad altre 3 amiche scrittrici, diverse. Sono tutte occasioni concrete per un autore o autrice di farsi conoscere al pubblico?

Tu Valerio parli del Maglaxwriters organizzato dalle autrici e admin di Magla l’isola del libro. Certo tutto questo crea occasioni per farsi conoscere ma di fondo c’è lo stimolo a proporre, fare, coinvolgere altri autori per creare sinergie e crescita utili per tutti: nel Maglaxwriters noi abbiamo svolto il ruolo di coach per gli autori del nostro team ed è stata un’esperienza importante, formativa oltreché divertente sia per noi che per i partecipanti: il confronto è utile a migliorare e crescere! Vale per tutti, anche per noi!

(intervista a cura di Valerio Vozza)