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wjctpOggi è qui con noi Antonio Bracciale, più noto in mEEtale come JAY BAREN.

Antonio è fra quegli autori scoperti grazie a mEEtale e pubblicato da Arpeggio Libero editore.

Il suo “When J came to play”, infatti, è stato dato alle stampe nel 2013 ed è presente sul sito della casa editrice (ecco il link per consultazione/acquisto), mentre la sua pagina autore sul sito di Arpeggio Libero è qui.

Antonio Bracciale ha anche un suo sito, dal quale ho estrapolato l’immagine di header, che mi è piaciuta molto! 😉

E, dopo questa brevissima presentazione,

saluto l’autore che oggi è qui  con noi…


 

Ciao Jay, benvenuto nel blog di mEEtale! 😀

In molti già ti conoscono ma ti presento per tutti: sei un autore storico di questa piattaforma e hai molte pubblicazioni all’attivo. Ci fa piacere averti qui su queste pagine per fare con te una bella chiacchierata…

Per iniziare, parlaci un po’ di te…

Ciao Loriana, innanzitutto grazie per questa intervista.

Prima che inizi a parlare di me, è doveroso fare un appunto sulla tua premessa: è vero, sono un utente storico di mEEtale, ma nell’ultimo anno sono stato latitante. Chiusi l’account perché avevo necessità di cambiare la mail di registrazione (e questo lo considero uno dei pochi limiti della piattaforma), con l’intenzione di registrarmi subito dopo, ma tra impegni vari, spostamenti, altri problemi contingenti (tra cui una connessione internet non sempre disponibile), ho lasciato scivolare via i giorni, che sono diventati mesi, che si sono trasformati in una sorta di anno sabbatico.

Sono rientrato ultimamente in anonimato (un po’ di goliardia non guasta mai), sotto lo pseudonimo di Sbiriguda, per partecipare alle Olimpiadi Letterarie… nel corso delle quali ho fatto letteralmente pena.

La decisione di cambiare nickname è legata a un episodio accadutomi la primavera scorsa. Mi trovavo all’IKEA per comprare delle chincaglierie e ho scoperto che lo scopino da bagno, che tra l’altro poi ho acquistato, si chiamava “Baren”. La cosa ha suscitato un’eccessiva ilarità da parte della mia dolce metà e questo mi ha spinto a rivedere il mio nome utente. Una stupidaggine, lo so, ma già da tempo stavo pensando di sbarazzarmene: stava diventando troppo serioso.

Adesso inizio a parlare di me: non amo parlare di me, preferisco che siano le persone che mi conoscono a farlo, nel bene o nel male.

Jay e la scrittura: da quanto tempo scrivi?

Scrivo da quando ero bambino, non ricordo di preciso l’età, ma posso affermare con certezza che sfornai le prime storie tragicomiche durante i primi anni della scuola elementare.

Quale genere ti piace scrivere e perché?

Se chino la testa e inizio a seviziare la tastiera, finisce sempre con qualche morto ammazzato e con qualcosa che tende a sfumare verso il genere thriller. Ma questo è sicuramente un meccanismo inconscio che trova la sua ragione nel mio genere cinematografico preferito. In verità mi diverte molto cimentarmi in altri generi, specialmente se sono imposti, come nel caso delle Olimpiadi, lontani dalla mia naturale indole creativa. La sfida è proprio lì, cucinare piatti appartenenti ad altre culture gastronomiche.

Cos’è per te la scrittura?

Per me la scrittura è un gioco, alla stregua di uno sport. Giocare mi fa stare bene, ma come ogni sport che si rispetti, il giocatore non può scendere in campo se è infortunato. A malincuore devo dire che in questo periodo mi sento di aver subito un infortunio grave. Ma tornerò a giocare alla grande, di questo sono convinto.

Mettiamo ora in luce la tua carriera letteraria: tu sei uno degli autori mEEtale che è arrivato alla pubblicazione con una casa editrice.

Ci vuoi parlare di questa tua esperienza?

Una sera navigavo in rete alla ricerca di un sito sul quale poter pubblicare il mio romanzo. In verità non volevo solo pubblicarlo, la cosa più importante era che qualcuno lo leggesse e lo criticasse. Arrivai su mEEtale, la piattaforma catturò subito la mia attenzione, ma mi presi tempo: non mi registrai e lo salvai nei segnalibri. Attesi più di una settimana prima di uploadare il file, questo perché non avevo mai sottoposto i miei scritti al di fuori della mia sfera di parenti e conoscenti, e l’idea di essere giudicato da estranei un po’ mi intimoriva: sono un tipo alquanto insicuro. Alla fine mi decisi e pubblicai “When J came to play”, che per me ha un enorme valore affettivo, e con mio stupore arrivarono subito i primi pareri: il trend era positivo e la cosa fu incoraggiante. Nel frattempo notai una comunità molto attiva e strinsi amicizia con altri utenti storici, tra cui un certo Furio Thot (alias Fabio Dessole), il mio editore, che preferisco considerare come un fratello maggiore. Fabio è una persona speciale, dotata di una grande carica empatica. La sua presenza, seppur in prevalenza virtuale, mi mette di buon umore. Fu lui, dopo aver letto e omaggiato il mio romanzo con un bellissimo commento, a propormi la pubblicazione. Ricordo che la mia reazione istintiva fu di incredulità e commozione. Poi subentrò un profondo senso di gratitudine.

Che consigli ti senti di dare agli aspiranti scrittori, che sperano di farsi conoscere e riuscire a pubblicare?

Per noi perfetti sconosciuti credo sia essenziale scrivere una storia che sappia catturare il lettore sin dalle prime pagine, quindi andarci giù pesanti con l’incipit, dopodiché saper dosare bene il climax. Bisogna tendere delle trappole al lettore, che, a differenza della vita reale, si diverte molto di più se riusciamo a ingannarlo. Per finire la cosa più importante: trovarsi al posto giusto nel momento giusto. E per esperienza personale posso dire che mEEtale è uno di questi posti.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Che ne vuoi parlare? Progetti per il futuro? Anticipazioni? News?

Dovrebbe uscire un thriller dal titolo “Il pescatore di Barbati”, sempre edito da Arpeggio Libero. Come, quando, e se sarà pubblicato, dipenderà tutto dall’indole kamikaze del mio fratello maggiore. È lui il traghettatore delle nostre anime sognatrici e le sue mappe nautiche sono affidabili: mi fido ciecamente.

“Attualmente” sto lavorando a un romanzo ambientato tra Giappone e Brasile, sempre un thriller, ma non c’è molto da dire, anche perché ne ho iniziato la stesura sei mesi fa e l’ho abbandonato dopo due settimane. In sintesi è la storia di una bambina sopravvissuta al bombardamento nucleare di Hiroshima, che in età adulta decide di vendicarsi. Come e con quali mezzi sarà una sorpresa.

Idee tante, ma con gli infortuni non si scherza.

Facciamo un gioco: descriviti in cinque parole…

Devo imparare a svegliarmi presto.

E… descrivi la tua scrittura in cinque parole…

Un istante prima dell’alba.

Invita i lettori a leggerti: quali fra le tue pubblicazioni qui su mEEtale proponi?

Come già detto, attualmente su mEEtale sono presenti solo le pubblicazioni relative alle Olimpiadi Letterarie, che riguardano il mio alter ego Sbiriguda. Mi sentirei di consigliare la lettura dell’unico racconto che mi è valso la medaglia (d’argento): “Nuovo Mondo”.

Prima o poi mi deciderò a ricaricare tutta la mia produzione letteraria. Forse qualcuno starà pensando “che Dio ce ne scampi”.

Ah, già che ci sono, colgo l’occasione per porgere i miei più sinceri complimenti e auguri al vincitore delle Olimpiadi: il mio carissimo e stimato amico, nonché scrittore di caratura elevatissima, Ghigo detto Diego Zucca. Consiglio a tutti gli esordienti in ascolto di dare una letta alle sue pubblicazioni, ne varrà la pena. Sempre su mEEtale, ovviamente.

Question-time mEEtale: sei iscritto da molti anni, come sei arrivato a conoscere questa piattaforma?

Come già specificato alla quinta domanda: navigando in rete. Ricordo però che il sito non apparve tra i primi risultati di ricerca, quindi credo che sia opportuno lavorare molto sul SEO. Anche se non ho presente la situazione attuale.

Nell’ultimo periodo mEEtale ha lanciato la campagna: “mEEtale è differente”. Lo pensi anche tu? Cosa ci puoi dire in proposito? Qual è il valore aggiunto di mEetale, secondo te?

Sì, penso che mEEtale sia differente. Il suo vero potenziale sta nella semplicità, con pochi click ognuno può crearsi la propria vetrina letteraria sul web e farsi scoprire. Altro fattore importante è la compattezza e la dinamicità della comunità. L’organizzazione di concorsi di vario tipo permette anche agli ultimi arrivati di balzare agli onori della cronaca e di farsi notare. Senza tralasciare il fatto che nei meandri di questa imprevedibile fucina letteraria si aggira un editore folle; quindi fate un po’ voi.

mEEtale è un rione virtuale frequentato da accaniti lettori e scrittori visionari, che raramente sono affetti dal germe della competizione. La sua fauna è variegata. Alcuni utenti ti incoraggiano a scrivere, altri tendono a non farti montare la testa, altri ancora ti pongono davanti ai tuoi limiti, taluni ti spronano a superarli. Insomma, il pacchetto formativo è di spessore.

Mi è capitato a volte di approdare su altri lidi letterari, più per curiosità, ma alla fine sono sempre tornato sul luogo di nascita, perché mEEtale è come la propria casa, quel posto dove non puoi fare a meno di ritornare. Almeno per me, s’intende.

Certo, ci sarebbero anche alcune critiche da fare, come la carenza di moderazione, che in qualche occasione ha minato la stabilità della comunità, e il nuovo sistema del “segui” che tende a emarginare i nuovi iscritti, ma questa è un’altra storia.

Hai in programmazione nuove pubblicazioni? Leggeremo qualcosa di tuo a breve, qui su mEEtale? Ci vuoi dare un’anticipazione?

Attualmente, visto l’infortunio di cui parlavo anzitempo, non ho in programmazione pubblicazioni imminenti, ma una cosa è sicura, appena avrò tra le mani qualcosa di pronto, emetterà i suoi primi vagiti su mEEtale.

Detto questo, grazie ancora Loriana per questa intervista, e aggiungo i ringraziamenti a mEEtale, Arpeggio Libero e a tutti quegli autori e amici, molti dei quali conosciuti dal vivo, che hanno contribuito alla nascita e alla crescita di Jay Baren (che d’ora in avanti si chiamerà con il suo vero nome: Antonio Bracciale).

Grazie Jay/Antonio per essere stato con noi oggi!

Tanti in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri e speriamo di trovare presto le tue nuove pubblicazioni. Ci è mancato leggerti e ti aspettiamo impazienti su mEEtale!!

Articolo a cura di

Loriana Lucciarini

scrittrice & mEEtaler


 

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