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Molte start up si stanno occupando di share economy. mEEtale organizzerà in collaborazione con una di queste, So Lunch, un contest dedicato alla cucina. Essa è specializzata proprio nel condividere i pranzi ma lascio che Luisa Galbiati amministratrice di So Lunch che ne parlì. Innanzitutto benvenuta nel nostro blog. Qualcuno potrebbe essere diffidente ad aprire la porta di casa a degli sconosciuti e dall’altra parte delle persone preferire di mangiare in dei locali pubblici soggetti a dei controlli, la web economy mancando di contatto “fisico” è soggetta inevitabilmente a queste domande. Qual’è la risposta di So Lunch?

elenaeluisaLa piattaforma verifica le iscrizioni di tutti chiedendo la registrazione di un documento di identità per permettere a tutti di essere più tranquilli ma la cosa sorprendente è che è la comunità stessa che si sta creando sulla piattaforma ma non è assolutamente preoccupata né per la sicurezza personale né alimentare. In questo segue un trend ormai molto preciso: dalle ultime rilevazioni più del 25% degli italiani utilizzano appunto servizi di economia condivisa: auto, case, pasti. Del resto SO Lunch come tutte le piattaforme di economia collaborativa, prevede un voto dell’esperienza e quindi è la comunità che si autoregola.

So Lunch, lo dice il nome si parla di pranzo. E’ curioso perché gli inglesi al contrario degli italiani trascurano il pranzo e il loro pasto principale della giornata è il Dinner, la cena. So Lunch si occuperà anche della cena?

In effetti questo nome esterofilo può trarre in inganno. So Lunch sta per So(cial Lunch) siamo italiani ma nel nome abbiamo già pensato a quando saremo in giro per il mondo. Del resto già da subito abbiamo capito che il progetto avrà un respiro internazionale: siamo stati tra i 30 finalisti all’European Social Innovationg Competition su 1.500 progetti in selezione. Comunque no, So Lunch è nata per occuparsi del pranzo e di questo continuerà ad occuparsi. La cena è un momento diverso, con una convivialità più di gruppo, per questo esistono altre piattaforme che già agevolano gli incontri di questo tipo, noi ci occupiamo di un incontro etico intorno alla tavola in pausa pranzo tra 2/3 persone al massimo.2016-06acasadiemilia

In questo periodo So Lunch è impegnata in una raccolta fondi quali sono gli obiettivi?

Si tra i tanti riconoscimenti che abbiamo avuto, il migliore dei quali è comunque quello di essere online solo da 2 mesi con una piattaforma test e di avere già centinaia di iscritti e decine di pasti fatti, è stato quello di vincere il 1 bando di crowdfunding civico italiano promosso dal Comune di Milano che ha scelto So Lunch per le sue caratteristiche innovative ed etiche. L’obiettivo del crowdfunding è raccogliere i fondi per sviluppare una piattaforma più facile da usare e che permetta di avere una migliore interazione e conoscenza all’interno della comunità. Grazie a questo bando la nostra campagna, ospitata dalla piattaforma Eppela, potrà raccogliere i contributi dai cittadini per sviluppare la piattaforma. Se la comunità crede nell’idea d’impresa e attraverso il crowdfunding ne finanzia parte della sua realizzazione, il Comune mette l’altra metà necessaria per trasformarla in realtà. La potenza di questa campagna sta proprio nel fatto che tutti possono contribuire partendo da pochi euro, contributo che se il goal non viene raggiunto verrà restituito senza costi. E tutti ricevono un rewards proporzionato al contributo versato. Ed essendo un progetto di comunità ci è sembrata una cosa bellissima coinvolgere un’altra comunità, quella di Meetale, che con il suo entusiasmo creasse un ponte tra cibo e scrittura. Potete trovare tutti i dettagli e la storia qui

www.eppela.com/solunch

Come è nata l’idea di So Lunch?

Come spesso succed2016-04-14tatafossatimi_2e le idee nascono da un’esperienza personale che ti mette di fronte a una realtà che fino al giorno prima non conoscevi o non vedevi. Un percorso di cambio vita (per alcuni componenti del nostro team voluto con l’obiettivo di mettere le proprie competenze al servizio della società, per altri un po’ imposto) ci ha fatto sperimentare come sia difficile per chi è a casa (per mille motivi: scelte, inattività lavorativa, ecc.) mantenere relazioni sociali attive e soddisfacenti. Spesso si ha la sensazione di essere un po’ tagliati fuori. Succede anche a chi ad esempio lavora a casa come free lance o come scrittore 😉

Il disagio aumenta poi se l’aspetto economico è un po’ critico. Di contro chi lavora fuori casa molto spesso mangia un panino in ufficio, oppure in un bar rumoroso dopo aver fatto la coda, o ancora si porta il cibo da casa (buono si ma poco pratico). E in ogni caso il portafoglio ne risente, la ripresa nel pomeriggio è pesante e il cibo non è di certo equilibrato. Ecco la scintilla è nata da qui: come fare a mettere insieme queste due esigenze senza stravolgere la vita di nessuno, anzi migliorandola facendo quello che tutti fanno tutti i giorni solo in un modo nuovo. Da qui è nato So lunch.

Che consigli daresti a dei giovani che vogliono provare a mettere sul mercato una propria idea?

A volte ci sono idee meravigliose, innovative che nella pratica non vengono capite o non esiste ancora la necesimg_1211sità di risolvere quel problema. L’errore più grande è innamorarsi della propria idea. La prima cosa da fare è andare per strada, chiedere a potenziali utilizzatori cosa ne pensano ma non della soluzione che ho in mente io, del problema che voglio risolvere. Ascoltare, ascoltare ascoltare e poi magari ridisegnare. Capire se l’idea ha mercato, perché le idee possono essere sogni ma poi devono camminare economicamente con le loro gambe, devono autosostenersi magari nel lungo periodo ma autosostenersi.. Altra cosa importante è circondarsi di persone che abbiano competenze complementari alle proprie ma lo stesso entusiasmo e voglia di sacrificarsi all’inizio. E mettere in conto week end di lavoro, notti insonni, passi in avanti e balzi indietro. Senza mai perdere determinazione ed entusiasmo.

mEEtale è un portale di letteratura. Una domanda sulla letteratura è obbligatoria. Non ti chiedo banalmente il tuo libro preferito ma il personaggio che ti fa più piacere ricordare tra quelli che hai letto.

Sono una lettrice accanita ed onnivora. Se devo citare un nome però ti cito quello di una giornalista, Oriana Fallacci. Per il suo stile asciutto, la sua determinazione e ricerca per arrivare al cuore delle cose senza compromessi e, nel bene e nel male, concessioni a nessuno.