Quello che scrivo, o vi piacerà molto, o non piacerà per nulla.
So essere molto disturbante.
Molti dei miei personaggi lo sono, ma a quanto pare io conosco molta gente di questo tipo, per cui
parlo di loro.
Io li adoro...anche quelli più cattivi.
Buona lettura.


Fatti e personaggi sono ispirati alla realtà


"E così riscopro la mia nuda perfidia
con antiche espressioni a me estranee
rubate ai sacri testi.....
e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo."
film "V. per Vendetta"


"Quelli come me li chiamano asociali....
io mi definisco "selettiva"....
non è la società in generale che mi disturba,
è la gente che fa parte di quella attuale che non
mi va a genio...."


"Siamo come due vampiri .....
succhiamo il sangue alle persone che ci stanno accanto per poter vivere....
e ora lo stiamo facendo tra di noi...."
Mi guardava senza dire nulla.
"Non ho alcuna intenzione di firmare una tregua con te....perchè so che non manterrei questa
promessa....
Che altro dovremmo fare?"
"Non lo so...." rispose.
"Credo che ci siano solo due strade:
o continuiamo a scannarci sino a quando uno dei due sarà annientato....
o ognuno se ne andrà per la propria strada....
a cercarsi un'altra preda...".
"Non voglio un'altra preda...."disse.
"Nemmeno io..."
Sorridemmo entrambi.
"Darei la mia vita per salvare la tua....
ma voglio essere io a toglierti sino all'ultimo respiro che hai in corpo...
e passerò sopra chiunque tenterà di farti questo...".
"Si lo so...".
Si accese una sigaretta.
"Ma...non credi davvero che ci sia altro da fare?".
"Tu sei il fantasma dentro la mia testa che continua a vomitarmi addosso quella che sono....e non stai
zitto un attimo...mai...mai....
a qualsiasi ora del giorno e della notte...sei sempre davanti a me...
quando mangio, dormo....rido, parlo....sogno....".
"E se davvero sparissi?" mi domandò "Per sempre....".
"Per sempre?" ne accesi una anche io.
"Già..."
"No...troppo poco...".
Rise .
"Ma lo sai alla fine qual'è la questione?".
"No dimmi qual'è la...questione...?"
"E' che io non starò bene nè con te nè senza di te....non starò mai più bene...".
Buttai fuori una boccata di fumo.
"Ma in fondo non sono mai stata bene...credo che la felicità non sia mai stata nei miei piani....
in fondo la felicità è una cosa buona solo per gli stupidi....
Quelli non pensano....sono come l'acqua che prende la forma di ogni oggetto in cui la metti....
io invece ho sempre cercato ...... qualcosa , che non aveva niente a che fare con me....
e ho dovuto sempre smussare angoli , abbattere pareti, plasmare le cose per poterle adattare a me.....
per poter rendere migliore la realtà che mi circondava....per potere uscire ogni tanto dal mio mondo...."
"Si lo capisco....."
"So perfettamente che mi capisci...è questo il vero problema....
noi Negev.... siamo un enorme ' mal di stomaco per l'umanità....
noi non diciamo MAI "Ok"...e basta...noi abbiamo sempre la parola "Perchè" in bocca...
vogliamo sapere...capire...scandagliare persone e situazioni...
per poi dire "No, non mi sta bene...le cose possono andare diversamente"....voglio che vadano
diversamente...".
Assentì con la testa.
"E lo facciamo anche tra noi due....e le frasi tagliano l'aria come rasoi in volo....
poi magari ci pentiamo, ma intanto sanguiniamo e le cicatrici ci rimangono...sulla pelle
....e hanno la forma di quelle parole....".
"Mi piace il sapore del tuo sangue...", un sorriso ironico gli attraversò la faccia.
"Anche a me piace il tuo.....e troppo perchè una volta iniziato ad assaggiarlo ci voglia rinunciare...".
Buttai il mozzicone.
"Te l'ho detto siamo come due vampiri.....due vampiri assurdi che vivono in un loro mondo al di fuori
di tutto quello che li circonda....
un mondo senza spazio.... in un tempo....sospeso..come lo siamo io e te ....
perennemente appollaiati a tra metri sopra di noi a guardarci...
e a guardare la gente come gli spettatori di una tragedia di Shakespeare...
siamo due binari che s'incontrano solo all'orizzonte, in un miraggio beffardo....
o le mani di Dio e Adamo nella Creazione di Michelangelo....
tutti si aspettano che di lì a pochi secondi si toccheranno ma non accadrà mai....".
Iniziò a piovere , ma io amo la pioggia e non cercai alcun riparo.
"Siamo due figure tragiche...che non si sforzano nemmeno di regalare un sorriso al mondo....mentre
hanno la morte nel cuore...
vogliamo farlo vedere alla gente quanto giorno per giorno ci stanno ammazzando
e glielo sputiamo in faccia sperando che un pò di quel veleno che abbiamo in corpo li possa
almeno....infastidire..."
"Non mi importa niente di sorridere per far piacere agli altri...
non sono un buffone di corte a disposizione della gente per tirarle su il morale, quando il mio è a
pezzi...
voglio che mi guardino negli occhi e abbiano il coraggio di vedere quanto è profonda la mia
disperazione...."
"Io la vedo la tua disperazione Negev....perchè è anche la mia...".
"Che abbiamo noi due che non va Laila?".
Alzai la testa verso il cielo nero sopra di me, e sentii la pioggia in pieno viso,
la sentii scorrermi sui capelli, giù per il collo, nei vestiti.
"Noi Negev?"
Lo guardai.
Era fradicio come me.
"Niente....".
Allargai le braccia, le palme delle mie mani rivolte verso l'alto raccolsero le gocce.
"Forse la pioggia si domanda che ha fatto di male se un fiume rompe gli argini per causa sua?".
Chiusi gli occhi.
"Di quali altre colpe dovremmo caricarci ?".
Aprii di nuovo gli occhi per osservarne il profilo.
"La nostra vita non lo è già abbastanza?
Siamo come due sparvieri legati da una sottile catena che ci impedisce di allontanarci l'uno
dall'altra....
costretti in una gabbia in cui dobbiamo dividere lo spazio con delle oche starnazzanti e stupidi polli...".
"Il paragone è calzante....", esclamò ridendo.
"Purtroppo lo è...."
"Se la catena che ci lega si potesse spezzare...dove andresti?".
"Da nessuna parte....un altro Negev riuscirebbe a scovarmi comunque...o lo troverei io....
è sempre stato così....
Tanto vale che lo aspetto qui....."
"Quanti ce ne sono stati prima di me?" mi chiese.
"Alcuni...."
"E hai sempre vinto tu?".
Sorrisi.
"No...certo che no...ho incontrato qualcuno che picchiava più duro di me...
e faceva molto male te lo assicuro.... sono stata io ad andarmene...
ma è servito per le volte dopo...la pelle mi si è fatta molto più dura....".
Rimanemmo senza parlare per un pò....poi Negev ruppe il silenzio
"La mia vita mi diventa talmente stretta addosso che sento mancarmi il respiro...
la pelle diventa dolorante e non posso fare altro che piangere...."
"Conosco perfettamente la sensazione....".
"E allora perchè se ci conosciamo così bene non riusciamo a..convivere?".
"Perchè io sono la corda attorcigliata attorno al tuo collo e tu sei la mia....
sappiamo esattamente quanto stringere e quando dobbiamo fermarci...
e non ci porta da nessuna parte....".
"E se io stringessi di più...".
"E' quello che vuoi davvero?".
Non rispose.
"L'esitazione può essere fatale..lo sai questo?".
"Si".
"Se andrai avanti così ti farò penzolare da una forca...senza esitazione...IO...".
"Ne sei sicura?".
Mi guardò sarcastico.
"Se inizio un lavoro vado avanti sino a quando non ho finito.....", risposi seria.
"Niente compassione o stronzate simili....ti bastono sino a lasciarti esanime a terra, tienilo ben
presente.....".
Tirai su il bavero del cappotto.
"E ti consiglio di fare lo stesso....se mi rialzo è molto peggio....".
Me ne andai lasciando Negev sotto la pioggia battente.
^^^^^^^^^^
Avevo incontrato Negev in un'altro giorno di pioggia...era novembre..il 5 novembre.
Ci sbattei contro mentre uscivo da una libreria.
Piangeva.
Ci guardammo.
Aveva gli occhi neri come l'inchiostro.
Mi chiese scusa.
Lo guardai ostile, mi aveva appena fatto cadere in una pozzanghera il libro che avevo comprato.
"Ok, ok te lo ricompro..." esclamò subito senza che io avessi detto nulla.
"Ti ho forse chiesto...qualcosa?".
"Ti assicuro che la tua faccia ha parlato per te....".
"Non m'importa nulla del libro, voglio sapere perchè piangi?".
Spiazzato mi guardò sorpreso.
"Una storia finita male....".
"Tranquillo ti ripiglierai...probabilmente non valeva la pena che andasse avanti...."
"E tu che ne sai?" mi domandò indispettito.
"Esperienza....".
Asciugai alla bellè meglio la copertina del libro.
"Credi che mi consoli la tua...esperienza?".
"No...credo di no....ma non hai altro da fare da quanto mi pare di capire....".
"Nessuno ti ha mai detto che sei...indigesta?"
"Le stesse persone che me l'hanno detto alla fine sono impazzite per me...".
Gli allungai un fazzoletto di carta per asciugarsi il viso.
"Non ti manca l'arroganza..."
"So perfettamente quello che posso dare ....", mi guardò con attenzione "...e quello che voglio
prendere..."
"Ed è maggiore il vantaggio che potrei averne o ..."
"E' un rischio.....ma dietro ad ogni rischio si nasconde un'opportunità....".
"Hai la possibilità di scriverti questo numero?".
Aprii la copertina del libro e presi una penna dalla tasca.
"3456667823.
Quando ti va chiamami.
Mi chiamo Negev."
"Ok. Io sono Laila." risposi.
Questo fu il mio primo incontro con Negev.
Altezza 1,75, occhi neri , capelli biondo cenere, naso leggermente pronunciato, sorriso accattivante.
Era da un pò di tempo che mi stavo chiedendo quale aspetto avrebbe avuto l'altro "me stessa".
Senza alcun dubbio era lui.
La tenerezza dei primi momenti aveva lasciato il posto al solito...fastidio...o meglio irritazione...
ed erano sensazioni inequivocabili....inconfondibili...
Si stava preparando una guerra....e ogni volta ero ansiosa di vedere che tipo di avversario mi sarei
trovata di fronte.
Mi piaceva il nome Negev, mi ricordava uno di quelle figure bibliche da guerriero incazzato, spietato
ma giusto e leale.
^^^^^^^^^^^
Lo richiamai dopo una settimana.
Un pomeriggio in cui stranamente un pallido sole stava cercando di farsi strada tra le nuvole.
"Negev?"
Mi rispose una ragazza.
"No..un momento...".
Sentii che lo chiamava.
"Chi è ?" chiese.
"Non so.....".
"Si?" domandò.
"Sono Laila.".
"Te la sei presa comoda....".
Lo sentii ridere.
"Ah non sai che mi piace anche farmi desiderare....".
"Allora abbiamo una cosa in comune....".
"Perfetto."
"Che mi racconti?"
"Ti va di andare da qualche parte questa sera a bere qualcosa...a fare due chiacchiere?".
"Certo...dimmi dove e a che ora".
Gli diedi appuntamento in un pub che si trovava in una stradina della parte vecchia della città.
"Non lo conosco...ma lo troverò tranquilla..."
"Io sono tranquillissima, sei tu quello che dovrà essere puntuale....
io non concedo più di 5 minuti di ritardo....".
"E io non li supero mai.....".
Sorrisi.
"Ok, a stasera".
"A stasera....Laila."
"Hey vedo che hai memoria per i nomi...".
"Riservo molte sorprese...".
"Me lo auguro...non mi piace perdere tempo con la gente sbagliata..."
^^^^^^^^
Ci ritrovammo davanti a una bottiglia di vino .
"A quanto pare la tua storia non sembrava irrimediabilmente compromessa...." osservai.
Mentre beveva un sorso mi guardò con aria interrogativa.
Poi capì il senso delle mie parole.
"Ah no...è finita con un tipo...quella è una che ho conosciuto due giorni fa..."
"Ah.. capisco.." risposi.
"Già ...gelosa?" osservò sorridendo.
"Come hai fatto a capirlo?
Sono così scontata?".


Non sapeva che dire.
Sapeva che lo prendevo in giro.
"Perchè era finita con quel tipo?".
"Diceva che io gli succhiavo la..vita...che ero ..troppo...troppo in tutto...".
"Sei tu Negev..." pensai in quel momento "...quello che sapevo sarebbe prima o poi spuntato
all'orizzonte...".
"E tu lo sei...troppo?"
"Si ...penso di si...voglio tutto ...o non voglio e non do niente...".
"Anche questa è una cosa che abbiamo in comune...".
"Ma non mi dire..."
"Te lo dico eccome....Negev...".
"E che altro abbiamo in comune Laila?
Che mi dici dei tuoi gusti....personali?", mi strizzò l'occhio.
"Vuoi dire se sono come te....uomini o donne , la stessa cosa?".
Si riempì di nuovo il bicchiere.
"Mi spiace , no."
Svuotai il mio.
"Una volta sola mi è capitato di pensare a una, l'avevo conosciuta...o meglio ha voluto conoscermi lei
su internet..
e sono rimasta colpita dal suo viso gentile , carino...ci siamo anche incontrate di persona...
ragazza meravigliosa ....esattamente quello che mi aspettavo...e per qualche giorno ho anche pensato a
lei..capisci cosa intendo...
ma poi è entrato uno nella mia vita ed è scomparsa nel giro di 24 ore....
nessuna esitazione su chi preferissi fare certe fantasie..."
Mi ascoltava in silenzio.
"....credo mi avesse colpito l'...atmosfera che emanava...una merce così rara che si chiama "bontà
disinteressata"..
e passava attraverso i suoi occhi, il suo magnifico sorriso....
ma la magia è finita quando è sopraggiunta la ..carne e il sangue...", mi venne da ridere.
"E se non fosse sopraggiunta....che avresti fatto?".
"Non lo so...forse l'avrei trascinata a fondo con me....o forse avrei avuto un pò di misericordia e sarei
sparita...".
Addentai una tartina.
"Ma le avrei comunque...succhiato un pò di vita anche io....".
"Che sapore ha la tua ...vita?".
"Il sapore gradevole delle mandorle...che nascondono l'arsenico....
e la tua?"
"La dolcezza stucchevole dello zucchero e l'amaro del fiele.....
ma alcuni dicono che insieme è un'abbinata piuttosto riuscita."
"E tu che ne dici?"
"Io non dico niente....non posso essere quello che gli altri vorrebbero io fossi...
e si devono accontentare di quello che sono....
sgradevole, eccessivo, dolce, sfuggente...sincero..".
"Sincero sino a far vomitare...o..."
"Sino alla nausea...mi faccio persino schifo da solo...".
"Altra cosa in comune..."
Alzai il bicchiere per brindare.
"Ci speravo che mi avresti richiamato....davvero....", disse Negev.
"E io avevo voglia di richiamarti....e entrerò nella tua vita senza che nemmeno tu te ne accorga, e non
riuscirai più a fare a meno di me....e mi confesserai i tuoi segreti più reconditi....."
"Oddio..non ti pare di esagerare....non ci sperare...." rispose ridendo.
"Una notte noi mescoleremo le nostre lacrime....e i nostri segreti..anche quelli più terribili...
mentre ti terrò tra le braccia, sentirò il tuo odore, il calore della tua pelle e il tuo respiro....
e riusciremo almeno per un pò a tenere il mondo fuori da quella camera...".
Terminai l'ultimo sorso di vino.
"Non ti piace come programma?" gli chiesi a bruciapelo.
"Mi piace molto....soprattutto la parte, calore...respiro...e tenere fuori il mondo...".
"Ma c'è un "ma", non è così?"
"Già....in quasi tutto c'è un"ma"..."
"E il tuo quale sarebbe?".
"Finirà male...è sempre finita male...".
"Per chi?"
"Per gli altri.
Tutti credono di potermi cambiare...e mi diverto anche a dar loro l'illusione per un pò....
ma io non cambio, sono sempre inesorabilmente uguale a me stesso...
e la felicità delle persone nello stare con me dura sempre meno della loro voglia di finirla..".
"Io non voglio stare con te....io non voglio stare con nessuno....."
"E allora che vuoi?".
"Quello che tu vuoi dagli altri...niente o tutto..".
Scosse la testa.
"Vediamo chi di noi due sopravviverà...".
"Hai usato il termine giusto..."sopravviverà"....".
"Siamo qui a parlarne proprio perchè siamo due sopravvissuti...
Se fossimo
due persone comuni a quest'ora staremo già sotto due metri di terra...".
"Per la gioia del popolo intero....", concluse Negev.
Alzò il bicchiere per un altro brindisi.
"Detesto dare soddisfazioni troppo...facili....,", continuai,
"devono guadagnarsele...devo pensare che la gente se lo meriti il mio
sacrificio....e per ora nessuno ha avuto la capacità di farmi pensare che era così speciale...
"Assolutamente d'accordo."
^^^^^^^^^^
Ci vedemmo per le le 5 sere successive.
Stesso posto, stessa ora.
Non ci provò neppure, nonostante continue allusioni nemmeno troppo velate.
Il sesto giorno mi chiamò lui.
"Non ho voglia di vederti questa sera..." gli dissi onestamente, "..la gente mi piace digerirla un pò alla
volta...
mi è già capitato di farne indigestione...
poi ho bisogno di andarmene per un pò....per disintossicarmi..."-
"Ok.
Sai dove trovarmi."
"Si lo so...mi farò viva...".
Stavo per interrompere la comunicazione quando sentii:
"Lo farai?"
"Scusa?".
"Si..dico ti farai risentire?"
"Stai scherzando vero?"
"Che ho detto per farti rizzare il pelo?"
"Ti ho detto che ti chiamerò ...prima o poi....che altro diavolo vuoi?".
"Hai ragione..."
"Non la voglio la tua fottuta ragione....so già di averla..."
"Sicura?".
"Ok, è iniziata", pensai "...la guerra è iniziata..l'odore di polvere da sparo
si sente sino a qui.....".
"Ci puoi giurare Negev...."
"E se non fosse così?"
"COSA..non è così..cazzo..?"
"Che tu abbia ragione....".
"Ma io CE L'HO....semplice non ti pare?
Cos'è che ti sfugge di questo ragionamento?"
"Nulla....non mi sfugge nulla, ma a te è mai venuto il dubbio che tu potessi avere torto marcio?"
"Si mi è capitato...ma non è questo il caso...." mi passai una mano tra i capelli "...si può
sapere di cosa cazzo stiamo blaterando?
Senti se può darti più tranquillità, giuro...e sottolineo GIURO che ti mando in triplice copia....e in più
te lo dico a voce il
mio vaffanculo...contento?",
"Moltissimo....sono estasiato.."
"Mi fa piacere di averti reso felice per almeno 10 secondi....."
"Felice?"
Si mise a ridere.
"Devi lavorare sodo prima di imparare a rendermi felice....".
"Peccato che non mi frega una mazza di diventare il tuo giullare di corte..."
"Non ho detto che voglio sganasciarmi dalle risate, per quello mi basta un film idiota....
la felicità non centra nulla con tutto questo.....
è arrivare ad addormentarsi senza nessun pensiero che ti ronza nella mente da giorni interi...."
"E tu..questo miracolo lo vorresti da una che conosci da 10 giorni?"
"E perchè no?
Quelli che mi conoscono da una vita non riescono a farmi nemmeno sorridere...."
"Tu mi sopravvaluti....io non sono fatta per rendere più leggera la vita degli altri..."
"Tu sottovaluti me.....mi basta poco...."
"E allora se sei uno che si accontenta come mai non hai ancora trovato il tuo...talismano della
felicità...?"
"Perchè non ho ancora incontrato nessuno che lo possedesse...."
"E speri di trovarlo da me?"
Scoppiai a ridere.
"Giuro su dio che non ce l'ho....ma ti pare che nasconderei una cosa simile a TE?"
"Forse si....".
"Stiamo parlando seriamente?"
"Per quanto mi riguarda si...tu non lo so...."
Scossi la testa sorridendo incredula.
"Mi hai parlato di ...respiri...lacrime e segreti condivisi...un mondo lasciato fuori da una camera..."
"E tu hai fatto tutta questa manfrina per arrivare a una scopata?
Perchè è di questo che stiamo parlando non è così?".
Non sentii più nulla.
Aveva riattaccato.
"Fanculo.." esclamai tra me e me "...e di tutto cuore Negev".
Pochi secondi dopo ricevetti un messaggio.
"Non voglio più vederti"
La mia risposta fu:
"Ok".
Un'ora dopo comparve una stupida faccina sul display.
=)
e:
"Lo vedi mi basta poco...."
Mi richiamò.
"Deciditi vuoi poco o niente?" gli domandai un pò irritata.
"Voglio vederti ...un pò...solo 15 minuti....mi basta..."
"E che te ne fai di 15 minuti?"
"Non preoccuparti mi bastano..."
"Bastano per cosa?
Farmi la pelle e far sparire il mio cadavere in un vicolo in mezzo alla spazzatura?"
Sentii che rideva.
"Credi davvero che sia davvero così ....stupido?"
"No..altrimenti non starei ancora a parlare con te...."
"Lo devo prendere per un complimento?"
"Potrebbe essere, ma non ci fare l'abitudine....".
"Ok, mi basta...so quanto ti costi farne...."
"Se sono meritati no....."
"E questo lo era?".
"Non faccio complimenti per dare fiato alla bocca..."
"Ok lo era quindi...."
"Direi di si....".
"Allora? riesci a trovare 15 minuti per me?".
"Terrò sotto controllo il cronometro....".
Rise di nuovo.
"Va bene..."
"Alle dieci in punto davanti alla fontana."
"A dopo."
^^^^^^^^^^^^
Arrivai all'appuntamento che l'orologio della torre batteva le dieci precise.
Era già là.
Mi sorrise.
"Siediti " disse.
Mi accomodai sul bordo.
Sopra di me c'era un lampione lattiginoso con una luce stupida.
"Voglio che tu stia solo lì ...voglio guardarti per ogni singolo secondo di questi 15 minuti....".
"E posso almeno parlare o muovere una mano o un piede?
Sai non vorrei rischiare la paralisi...".
"Sei la più grande stronza che abbia mai incontrato nella mia vita....".
Gli vidi i denti brillare.
"Te lo detto tu mi sopravvaluti...." .
Presi il pacchetto dalla tasca.
"Voglio che mi guardi...".
Sollevai il viso.
Mi prese il pacchetto, accese una sigaretta e me la mise tra le labbra.
I suoi capelli un pò lunghi erano arruffati.
"Perchè vuoi guardarmi ?
Sai già come sono fatta...."
"E' raro che le persone si guardino in faccia per più di 10 secondi anche se parlano tra di loro...
preferisco osservare gli occhi di una persona nel silenzio assoluto per poco
piuttosto che parlare per ore e non vederne mai lo sguardo...."
"Ok, io sto qua....scrutami per 15 lunghissimi minuti....".
Tirai una lunghissima boccata.
Dopo un pò chiesi:
"Allora che ci vedi ?".
"Vuoi davvero che te lo dica?"
"Ma certo ci mancherebbe...sono tutta orecchi....".
"Sei un vaso di cristallo che riesce alla perfezione a far credere di essere
fatto di ferro....sino a quando non ti trovi davanti qualcuno come te...".
"Stai molto attento che dentro a quel vaso non ci sia una mazza..."
"Era la risposta che mi aspettavo....".
Buttò il mozzicone in una pozzanghera.
"Potrei dirti lo stesso anche io...".
"E c'è nel tuo...vaso una mazza?".
"No...e se ci fosse non la userei contro di te...".
"Sento odore di gentilezza...e spesso assomiglia più a un fetore....non mi ha mai
riservato sorprese gradite..."
"Non centra niente la gentilezza....tengo semplicemente a te...e non sto scherzando in questo
momento...".
Era serio.
"Beh se ti dicessi che non m'importa ti direi una bugia...".
"Bene."
Si avvicinò a me.
"Quanto manca allo scadere dei miei 15 minuti?"
Guardai il cellulare.
"3 minuti" risposi.
"Lo so che non era nei patti ma il tempo che mi rimane posso...usarlo per abbracciarti?"
Non sapevo che rispondere.
"Un minuto solo allora...."
"D'accordo, 3 minuti ..."
Sentii che mi avvolgeva nelle sue braccia.
"Ma perchè ....stai ...elemosinando questo...da me?" dissi con un filo di voce.
Improvvisamente sentii tutta la tristezza dell'universo dentro ogni cellula del mio corpo.
"Potresti averlo da chiunque...potresti avere quello che vuoi..."
"Io voglio questo...."
"Mi hai fatto venire voglia di piangere...brutto bastardo...".
"E allora fallo..qui nessuno ti vedrà...."
"No, non voglio!" protestai.
Si mise a ridere.
"Non chiedermi mai più di abbracciarmi....hai un effetto disastroso su di me...".
"Siamo pari.....tu sei una vera catastrofe nella mia vita.....", ribattè Negev.
"Non ti ho dato io il mio numero di telefono..."
"Hai ragione...."
"Ti prego..non darmi ragione....ti odio...".
"Beh si, anche io è ovvio...un odio profondo e implacabile....".
Questa volta venne a me da ridere.
"Ma non sono ormai passati da un pò i 15 minuti?" mi fece notare.
"Credo...".
"Io me ne andrei ..se tu non ci hai ripensato..."
"Assolutamente no..."
"Cosa, assolutamente no?
Di andarmene o che ci hai ripensato?".
"Nessuno dei due."
"Il ragionamento mi appare piuttosto contorto e senza uno sbocco...ma non importa..."
"Ti arrendi sempre così facilmente?"
"Io non mi arrendo...sono qui anche se tu non avevi voglia di vedermi...."
"Te l'ho spiegato il motivo...."
Sollevai la testa dalla sua spalla e ci ritovammo a guardarci.
Avvicinò il suo viso al mio.
Ci ritrovammo a sfiorarci il naso e le labbra.
"Chiedimelo.." mi domandò con un filo di voce
"Cosa?" chiesi a mia volta anche se sapevo a cosa si riferiva.
"Indovina?".
Sentivo l'odore di tabacco arrivare nelle mie narici.
Accarezzò le mie labbra con le sue.
"Intendi quello che hai una voglia da morire di fare?".
Allungai una mano e gli accarezzai il collo.
"Puoi aspettare il giorno del giudizio.....".
Lo scostai da me con una piccola spinta.
"Me ne vado a casa, questa storia è durata anche troppo....".
Accesi un'altra sigaretta.
"Devo ammetterlo .....se l'avessi fatto mi avresti deluso....".
Mi sorrise beffardo.
"Disse la volpe a proposito dell'uva che non riusciva a raggiungere:
"In fondo non mi piace....".....", aggiunsi
Lo stesso suo sorriso comparve sulla mia faccia.
"Si anche io mi sarei molto delusa.....".
Ero furiosa con lui e con me stessa e mi diedi dell'idiota.
"Ci siamo fatti felici a vicenda a quanto pare?" disse Negev.
"Felice?" esclamai, "....devi lavorare ancora molto per sapere come farmi felice....".
Avevo usato le sue parole.
"E non è detto che ci riusciresti....ho gusti difficili....".
Gli voltai le spalle e feci un paio di passi per andarmene.
"Sei una stronza.....", sentii dietro di me.
"E non hai ancora visto niente....riservo anche io delle sorprese....".
^^^^^^^^^^^^^
Un pomeriggio era quasi l'imbrunire me ne uscii fuori .
Spesso mi prende la fotta di camminare, e macino km su km.
Poi mi ritrovo sempre al solito posto, a fare la stessa cosa:
seduta sui gradini a fianco la cattedrale, musica nelle orecchie e un libro in mano....
e il mondo fuori dalla mia vita.
Quelli come me li chiamano asociali, io mi definisco "selettiva"...
non è la società in generale che mi disturba.....
sono le persone che compongono quella attuale che non mi vanno a genio...
non tutte intendiamoci....
è una questione di pelle....di sensazioni dettate magari anche da una sola
frase letta o detta....un particolare che ai più sfugge,
ma attorno al quale la mia testa comincia a mettersi in moto....
e tutto il resto sparisce come inghiottito da un buco nero.
Ovviamente la persona in questione è sempre quella "sbagliata",
e so che si trascinerà dietro un mucchio di casini e io con lei...
ma come disse qualcuno:
la tentazione è sottile e suadente come un precipizio
nel quale non vedi l'ora di buttarti...
ma ho imparato dopo la prima catastrofica esperienza
a cadere in piedi come i gatti....beh quasi..
la tecnica deve essere ancora affinata , ma ho fiducia nelle
mie capacità...
Ha ragione Negev, sono presuntuosa....ma perchè dovrei sminuire i pochi me
riti che mi sono guadagnata sul campo e a costo di fatiche non indifferenti?
Non mi faccio bella con le imprese altrui ma le mie le voglio poter mostrare senza vergogna.
Alzo la testa dal mio libro:
"Oro Rapace" di Yu Miri, scrittrice coreana naturalizzata giapponese.
Ho letto la trama in poche parole:
"L'odissea di un adolescente incapace di emozioni che piglia la vita come se fosse un eterno
videogames, in un Giappone violento e corrotto , in attesa di una catastrofe catartica", e mi ha subito
preso la curiosità.
Devo dire che sono stati 8 euro ben spesi...sulla fiducia.
Forse la fiducia nei libri è l'unica che provo spassionatamente.
Negli scrittori molto meno.
Raramente sono capaci di continuare a soddisfare le alte aspettative che un lettore ha riposto in loro
dopo l'entusiasmo vorticoso nato da una storia che sembra
incredibilmente scritta per te stesso....e per altri centinaia che si sono
identificati in quelle vicende.
Molto raramente i libri hanno tradito la mia fiducia......credo al massimo 1 o 2 volte...ma comunque mi
erano stati regalati per cui...
Alzo la testa dal mio romanzo e vedo Negev con un gruppo di amici a una trentina di metri da
me, sotto la galleria , davanti a un puzzolente MacDonald.
Ride ...forse a una battuta e penso:
"Cazzo...ma perchè stè cose non mi accadono con i brutti?
Se fosse repellente io quel giorno non gli avrei nemmeno telefonato....
se fosse stato repellente io nemmeno mi sarei fermata sotto la
pioggia quel giorno...idiota...".
So riconoscere i miei ragionamenti cretini.
Ha un naso irregolare, ma non sfigura con il resto, non è altissimo ...ma
porca miseria è davvero ben fatto e i capelli biondi risaltano sul giubbotto
di pelle nero.
I nostri occhi si incrociano.
"Porca vacca mi ha visto.." penso.
"Per forza ti metti a fissarlo", mi accuso senza pietà.
Sono il giudice più implacabile di me stessa...e non sempre mi fa piacere...certe volte come ogni
brava schizzoide provo a ..fregarmi da sola....
Fingo indifferenza e ricaccio gli occhi tra le pagine del libro.
Non passano nemmeno due minuti e la mia visuale ...a terra...è occupata da
un paio di scarpe a tennis....quelle di Negev.
"Bello?".
Alzo la testa e me lo ritrovo davanti.
"No il colore non mi piace...".
"Parlavo del libro...imbecille..."
"E io delle tue scarpe...idiota...".
"Puoi alzarti per favore?" mi dice.
"Perchè?".
"Perchè vorrei toglierti l'ascia di guerra che hai ancora appesa dietro la schiena...
sai non mi fido molto a questa distanza....".
Non riesco a trattenere un sorriso.
Si siede accanto a me.
"Di che parla?".
Si rigira il libro tra le mani.
"Di uno schizzato di 16 anni che pensa di vivere in un videogame..."
"A me piacevano le favole...e avevo un debole per Peter Pan....".
"Il ragazzo che non cresce mai eh?".
"Macchè ...mica per quello...." , accese una sigaretta "...troppo figo lui....sapessi le fantasie che ci
ho fatto sopra....".
"Ho capito ...... sei votato agli amori impossibili ....".
"Tu sei tra quelli?".
Mi restituì il libro.
"Che centro io adesso?".
"No...niente...lascia stare...scemenze.."
"Hai detto bene ..scemenze..."
."Si può sapere chi ti ha bruciato le ali?"
"Non ho mai avuto ali....da bruciare..."
Si protese dietro di me e sentii che mi sollevava la giacca.
"Si può sapere che diavolo stai facendo?"
"Stavo controllando se sotto l'ascia fosse rimasta qualche piuma..."
"Hai finito di fare l'imbecille?".
"Sai , è per la mia collezione di ...pollastre...ho una vasta gamma di
penne che tengo in una teca...sono i miei trofei...".
"Io invece ho un bel pò di scalpi...sai fanno più scena..."
"Lo sapevo che eri un tipo da caccia grossa....io le mie vittime le lascio vi
vere...mi accontendo di un piccolo ricordo..."
"Il tuo colore sarebbe perfetto tra quello del cinese nero inchiostro e l'inglese rosso mogano.."
"Ah ma allora una qualità ce l'hai , non sei razzista".
"No faccio fuori tutti gli stronzi....
senza distinzione di razza...".
Per poco non gli andò di traverso il fumo della sigaretta.
"Che ci fai qui?" .
"Sono uscita sperando ...ardentemente di incontrare te....", mi stampai sulla faccia
un sorriso idiota.
"Stai dicendo una balla...".
"Moi?"
Feci finta di fare l'offesa.
"Io che dico una palla a ..te?".
Gli accarezzai una guancia.
Mi prese il polso.
"Hey chi sei? Mio padre?
Fatti gli affari tuoi...e lasciami.." risposi a muso duro.
Lasciò la presa.
"Ma questi sono affari miei....io ci tengo alla tua salute..."
"Pensa alla tua....di salute...non ho bisogno di una balia..".
"Ma io non sono una balia...", allungò una mano sulla mia, e intrecciò le
dita con le mie "..sono il tuo angelo custode...".
Sorrise e mi diede un bacio sulla guancia.
"Se hai due ali non è detto che tu sia un angelo...
potresti essere anche un ....pollo..."
Sentii che mi stringeva troppo forte le dita.
Un sorriso da carogna gli comparve sulla faccia.
"Me le puoi anche spezzare le dita..non te la do la
soddisfazione di farmi sputare fuori neanche un sospiro....".
Mi lasciò andare.
Le dita mi facevano un male della malora.
"Sei più biscia di quanto speravo......" .
"Mi attorciglierò attorno al tuo collo", gli dissi, "...poi stringerò un pò alla
volta...e tu penserai che è solo una carezza....
quando capirai che non lo è sarà troppo tardi......"
"Non mi spiacerebbe morire per mano tua.."
"Se continuerai a dire cose sceme te la darò questa soddisfazione....".
Mi massaggiai la mano.
Negev allungò la sua, ma immediatamente tirai indietro la mia.
"Non ti ci provare nemmeno...."esclamai.
"Mi spiace.."
"Non me ne frega un cazzo delle tue scuse....ficcatele dove so io..."
"Che posso fare per farmi perdonare?".
Si avvicinò accennando un sorriso.
"Vattene all'inferno...."
Mi alzai.
"Anzi me ne vado io.....e girami alla larga per un pò...facciamo per un mese...almeno?"
"Tra un mese potrei non ricordarmi nemmeno più che faccia hai...."
"Allora non era un granchè quello che c'era tra noi due....".
"Può darsi..."
"Credi che questo mi farà morire dal dolore?
Avevo una vita prima di te....e ne avrò una dopo di te..."
"Me lo auguro...."
"Mi pare quindi che non ci sia molto da dire...."
"A quanto pare...."
Sembrava indifferente.
Sorrisi sconsolata.
"Prendiamo questa parentesi come una specie di vacanza...inutile ...tanto per non dire che ho perso
il tempo con la persona sbagliata..."
"Un'incidente di percorso insomma....è questo che sarei....", puntualizzò Negev.
Si alzò in piedi e ci trovammo l'uno di fronte all'altro.
"Diciamo di si...ma fa parte del gioco...rischio-opportunità...ricordi?"
"E ti sei divertita?"
"Devo dire che è stato bello sino a che è durato...sei un avversario degno te lo riconosco...
più di una volta mi hai spiazzato e mi accade di rado..."
Accesi una sigaretta.
"Mi fa piacere di lasciarti un buon ricordo..."
"Probabilmente tra un mese non ricorderò nemmeno che faccia hai...i ricordi hanno bisogno di
più tempo per fissarsi nella mia memoria...
Sei stato qualcosa...sullo sfondo...un'atmosfera intorno a me..che come la nebbia investita
da una folata di vento si dissolverà...
Una foto dai colori cangianti che il tempo scolorerà come è accaduto per molte altre...."
"Sei eccezionale nello sminuire qualsiasi cosa...nel ridurlo a meno di zero..."
"Senti Negev...io mi adatto a giocare con le stesse armi del mio avversario..
se mi vieni sotto con una mitra non posso difendermi con un fioretto....
ne uscirei malconcia...è già successo.....
e se inizio ad affondare la lama, arrivo dall'altra parte anche se urli come un vitello scannato...."
Lo guardai.
"Che ti aspettavi che ti dicessi?
No ti prego non mi abbandonare...la mia vita non ha più senso senza di te.....
Io non corro dietro a NESSUNO che sia ben chiaro.
Sino a quando sei nella mia vita posso anche rischiare la pelle per te...se ne vale la pena...
se decidi di uscirne, sei fuori per sempre."
Buttai a terra il mozzicone.
"Ora prenditi il tempo per pensarci...mi faccio viva IO."
^^^^^^^^^^^^^^^^
Da quel giorno trascorse esattamente un mese.
Il tempo necessario per farmi sbollire e affrontare la decisione, qualunque fosse stata,
di Negev.
L'avevo messo in conto ovviamente che poteva finire e quel tempo mi occorreva per abituarmi
a una vita senza di lui.
Detestavo riconoscerlo, ma mi mancava.
Mi capitava di vederlo in giro, e io nascondevo il mio sguardo che lo seguiva, dietro a due occhiali
scuri,
oppure accettavo qualsiasi invito a uscire che mi veniva dagli amici-
Ogni sera ero da qualche parte...mi serviva per non pensare .
Ma ogni mattina era lì con me e mi chiedevo cosa stava facendo, a chi stava parlando , cosa stava
pensando....e
se pensava a me nello stesso modo in cui io lo facevo nei suoi confronti.
Era lo stesso copione che si ripeteva...cambiavano solo le facce, i luoghi, le modalità, ma era tutto
continuamente
una fottuta fotocopia.
Io che non sapevo nemmeno quale significato avesse la parola "Dio", mi vedevo come una santa
votata al martirio che si infliggeva continue punizioni per vedere sino a che punto
sarebbe arrivata....e non arrivava mai da nessuna parte....
Il 31 esimo giorno telefonai a Negev.
Ero a tavola con una fetta di pizza in mano.
Sentii la sua voce chiara dall'altra parte della linea.
"Si?"
"Come stai? gli domandai.
"Va tutto bene."
Non so come ma non riuscivo a mandare giù il boccone e continuavo a masticarlo come una vacca
al pascolo.
"Allora? Che mi dici?"-
Trattenni il respiro e mi odiai profondamente in quel momento.
"Scusa un attimo vado a spegnere il fornello....", gli sentii dire.
Poi odiai lui profondamente.
"Ok sono qui...dicevi?"
"Dico...che hai deciso? "
"Su cosa?".
Stavo per ricoprirlo di insulti.
Alzai gli occhi al cielo in preda alla disperazione.
"Ahhhh si....mi sta bene..."
"COSA ti sta bene?".
"Andiamo avanti..."
"Ok."
Finalmente la pizza si decise a buttarsi nel mio stomaco.
"...però ti avverto io sto con uno...quello con cui sembrava fosse tutto finito..."
"Mi fa piacere..."
Come aveva fatto quella palla di dimensioni stratosferiche a uscirmi dalla bocca?
"Si anche a me....ci siamo rivisti..e pare che ci fosse ancora un pò di...fuoco sotto la cenere....capisci
cosa voglio dire..."
"Capisco benissimo.....ma scusa...non mi cambia la vita...".
"Bene.
Nemmeno a me.
Non c'entra nulla con noi due....alla fine è solo una scarica di ormoni...detesto riconoscerlo
ma ne ho bisogno più che mai.....soprattutto ora....".
" E lui , lo sa di essere solo una...scarica di ormoni?" gli domandai.
"Non gli ho mai nascosto nulla....non illudo nessuno...sincero sino a fare schifo...".
"Già.."
"Quando ci vediamo?".
Mi prese alla sprovvista.
Deglutii un pezzo di mozzarella.
"Ma non lo so...."
"Hai da fare questa sera?"
"No...non mi pare...."
"Allora alle dieci e mezza al nostro solito posto.....se ti va?"
Sembrava intimorito a pronunciare le ultime tre parole.
"E la scarica di ormoni non dice niente?"
"E' andato a cena con dei colleghi, ma sarei uscito comunque...sono tre settimane che ho voglia di
vederti....biscia...
Ti fa ancora male la mano?"
Quell'episodio era già stato rimosso nella mia testa.
"No, è ok."
"Bene.
Ah ti sono mancato?"
"Si mi sono mancate le tue cazzate...."
"Avevi ragione..."
"A che proposito?"
"Sul fatto che la gente che ti dice che sei indigesta poi impazzisce per te..."
"Era una battuta....mai capitato..."
"Sin''ora....io sono il primo cretino che ci è cascato dentro con tutti e due i piedi..."
"Le mie condoglianze...."
Sentii il click di un accendino.
"E la sai la novità?
Mi piace...."
"Aspetta a dare giudizi...."
"Io non lo cambio il mio giudizio...."
"Ah già, tu sei Mister Non Cambio Mai...."
"Mi vorresti diverso?"
"Ma per carità.....perchè dovrei cambiare qualcosa che mi fa impazzire?"
"Appunto."
Sentii arrivarmi il rumore di un bacio.
"Cos'era questo?
Il bacio di Giuda?"
"Possono darmi tutti i nomi possibili non me ne frega niente, ma nessuno avrà mai la possibilità
di darmi del traditore di un amico".
^^^^^^^^^^^^^^^
"Che hai fatto in queste settimane lontano da me?"
"Scritto....scritto......scritto....sino alla nausea...." risposi.
"Roba interessante?"
"Mah....staremo a vedere.....all'inizio tutto è interessante....vediamo se il mio...interesse rimane alto
lungo la strada....e tu?"
""Studiato...studiato...studiato....sto preparando l'esame finale del dottorato....." , bevve un sorso di
birra.
"Psicologia criminale se non sbaglio?"
"Infatti...strizzerò un bel pò di cervelli bacati....".
Si mise a ridere.
"E sai dove ti piacerebbe lavorare?"
"Qualche idea ce l'ho, ma una decisione la prenderò tra qualche mese.."
"All'estero o qui?".
"Beh qui se non conosci vai poco lontano...per cui...".
Ringraziò la cameriera che era arrivata con la sua cena.
"Pensavo Inghilterra..Francia ....ma mi attira anche l'Australia...".
Guardò cosa c'era dentro al panino.
"Spazi confinati....km e km di sola natura...."
"Il cavallo ha bisogno di molto spazio per poter galoppare indisturbato eh?"
Mi sorrise.
"Tutto è terribilmente...angusto qui.......
la mia libertà necessità luoghi più adatti....e meno gente...certe volte
mi sento soffocare e devo uscire...a tutti i costi.....".
Addentò il panino.
"E tu? Quando farai quel viaggio?"
"In Giappone?"
"Si."
"Aspettavo di vedere se mi scaricavi o meno..."
Mi guardò.
"Stai scherzando?" esclamò con la bocca piena di cibo.
"No...è vero..".
Se fosse finita sarei partita e come un antico samurai avrei fatto harakiri.....".
Non disse nulla.
Scoppiai a ridere.
E lui capì che stavo scherzando.
"No a parte tutto......io non voglio essere di intralcio ai tuoi progetti....se devi partire..."
"Parto quando lo decido io...."
"E' la verità?"
"Giuro." e mi misi una mano sul cuore.
Sembrò rassicurato da quella risposta.
"Ok." e mi sorrise.
Guardai in fondo al bicchiere.
Un moscerino si dibatteva nel vino.
"Mi sei mancato...e non è per dire te lo assicuro...."
"Nessuno ti dice le porcate con la stessa...grazia con cui lo faccio io , confessa...".
"In un certo senso hai ragione, sono porcate con ...stile...".
"Si, stile: o mi piglio un ceffone subito o non me lo piglio più ..."
"Beh con me ti è andata bene...ma io ne scrivo di più di quante tu possa dirne,
per cui le tue al massimo sono una...fonte di ispirazione..."
"E lo sono state?"
"Si...devo dire che più di una volta mi hanno salvato la situazione, ero a corto di idee....".
"Hey, quando vuoi, ne ho ancora molte altre...sono praticamente una fonte inesauribile...
puoi chiedere a chiunque si è messo con me....".
"Lo terrò presente..."
Si mise in bocca un oliva.
"Ma ti rendi conto che non ci siamo ancora saltati alla gola?".
"Siamo qui da appena 20 minuti, mi ci vuole almeno mezz'ora per affilare le armi..."
Infilò in bocca anche a me un'oliva.
"Ma stai zitta....".
"Ma porca miseria quanto sei bello quando ridi Negev.." pensai in quel momento.
"Va bene...." disse sfregandosi le mani "...ho ancora 10 minuti di tempo prima dell'offensiva..
faccio in tempo a mangiare qualcos'altro....devo essere in forze per affrontarti....abbiamo un mese di
arretrato...."
"Che giorno è oggi?" domandai.
"Giovedì" rispose.
"Allora puoi prendertela comoda oggi è il mio giorno di riposo."
"Te l'ho mai detto quanto sei adorabile?"
"No ....mi pare di aver sentito una specie di "impazzisco", ma l'"adorabile" mi manca..."
"Ora non più..."
Mi infilò un braccio intorno al collo e mi attirò verso di lui.
"Lo so che è sto rischiando parecchio ma non m'interessa...."
Mi diede un bacio.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Uscimmo che era ormai passata la mezzanotte.
Negev aveva bevuto più del solito .
"Domani rimpiangerai quella birra in più..." osservai.
"Non ho mai avuto rimpianti...solo rimorsi".
"Come tutti gli stronzi che si rispettano....".
"Si credo di essere stronzo, ma avverto prima...se mi prendi, allora devi accettare tutto il pacchetto..."
Si mise a ridere.
"....E se poi ti lamenti, allora lo stronzo sei tu....".
"Allora devi avere davvero qualcosa di irresistibile perchè la gente accetti condizioni simili..."
Mi prese per un braccio facendomi fermare.
Mi guardò con un sorriso ironico.
"Dimmelo tu....".
"Che sei irresistibile?"
"Non è quello che pensi?".
Mi mise una mano sulla guancia.
"E cosa te lo fa pensare?".
Scostai il viso di qualche centimetro e la sua mano rimase a mezz'aria.
"Uno sconosciuto ti lascia un numero di cellulare e tu invece di buttarlo
vai a cercarlo?"
"E una sconosciuta ti chiama e tu accetti di incontrarla di notte?
Avrei potuto farti le penne indisturbata...o portarmi dietro due che ti avrebbero
fatto la festa.....".
"Oh si...due maschi in una volta ....mi piace questo tipo di festa....", sghignazzò.
"Si lo so per te uno alla volta è troppo poco....".
Adesso c'è il Signor Solounascaricadiormoni e io...il triangolo perfetto....".
Ripresi a camminare e lui mi venne dietro.
"Te l'ho detto che mi ero rimesso con lui.....se ti dava così tanto fastidio potevi
piantarla lì....e poi tu cosa?
Non mi pare che io e te abbiamo mai diviso lo stesso letto....o era tua intenzione stanotte?"
"O era la tua?"
"Se capitava.....perchè no?".
Cercava senza successo di prendere le sigarette dalla tasca dei pantaloni.
"Mi spiace le ammucchiate non mi sono mai interessate..."
Finalmente riuscì a tirare fuori il pacchetto.
"Peccato....non sai che ti perdi..."-
"Tu invece sei un personalità nel campo..."
"Direi di si....mi piace farmi sbattere e sbattere e allora?"
Vuoi farmi la morale?"
Lo guardai senza dire nulla.
"Me ne sono andato a 20 anni da casa perchè mi stava stretta e da allora ne ho fatte che
nemmeno immagini.....e non sono pentito di nulla.....
potrei crepare domani e aver molto poco da rimpiangere...."
Mi strinse l'avambraccio.
"Non c'è niente da fare vero?".
I suoi occhi avevano una luce sinistra e cattiva.
"Non riuscite proprio a non resistere a voler cambiare quelli come me....
da fuori siamo.....perfetti....e poi....dobbiamo rientrare dentro i ...vostri binari...".
Gettò a terra l'accendino che non funzionava.
"I miei binari mi aspettano ancora a casa mia se ne avessi voglia.....culo al caldo , lavoro sicuro
e una moglie devota....sono dieci anni che aspetta che ritorni per sposarla....la ragazza più dolce che
conosco...".
Mi strinse ancora di più.
"Ma mi fa venire il voltastomaco.... e pensare di vivere tutta la mia vita con lei mi mette addosso solo
la
voglia di impiccarmi a una trave...."
Si rimise la giacca di pelle.
"Io non voglio nè mogli nè...mariti...non voglio che la gente mi dica come devo vivere e.... santo iddio
non
voglio che la gente cerchi di cambiarmi...voglio solo potermene stare un pò in pace....".
Cominciò a scendergli una lacrima.
"Credi che io chieda troppo quando non pretendo che gli altri cambino per...me?".
Si passò una mano sul viso.
"E meno male che oggi eri in festa....cazzo!"
Tirò fuori il cellulare.
"Hai ragione ..è già venerdì...fanculo....."
Lo vidi andarsene barcollando un pò.
^^^^^^^^^^^^
Provai a telefonargli il giorno dopo.
Non rispose mai.
Il cellulare squillava a vuoto, ed era sicurissima che ce l'aveva a portata di mano.
"Allora gli inviai un messaggio.
Solo un: scusa.
Nessuna risposta.
Passarono altri due giorni di silenzio.
Poi arrivò a me un messaggio.
"Anche io ti ho preso a scatola chiusa e sapevo benissimo cosa mi
ritrovavo tra le mani...siamo due stronzi... =) "
Risposi così:
=)
Pace fatta..per ora.
Ma per quanto?
Un giorno...due , qualche ora....
Stavo facendomi un the la sera dopo , verso le undici quando sentii suonare il
citofono.
Mi chiesi chi poteva essere.
"Posso rimanere da te?"
Riconobbi la voce di Negev.
"Si...certo...vieni su...."
Mi infilai un paio di pantaloni , avevo solo una t-shirt.
Negev arrivava sempre con la pioggia.
Era fradicio.
"Che è successo? " gli chiesi.
"Diverbi in ...famiglia.."
"Ah..." esclamai "...entra o mi affogherai lo zerbino...".
Una piccola pozzanghera si era già formata sotto i suoi piedi.
"Vai in bagno togliti quella roba bagnata e mettiti un accappatoio...lo vuoi un the?".
"Magari.....ce l'hai alla menta?"
"Ma certo ...signore...ai suoi ordini...".
Mi sorrise e io feci lo stesso.
Mi domandai che diavolo fosse successo.
Lo vidi uscire avvolto nell'accappatoio rosso.
Si sistemò sul divano.
"Che hai combinato?" gli domandai allungandogli la tazza fumante.
"Ovviamente deve essere colpa mia....".
"Ti sto ...semplicemente chiedendo che è capitato..." , cercai di mantenere la calma.
"Solito...scenate di gelosia tra finocchi...."
"Ma tu non sei...finocchio?"
Mi venne da ridere ma mi limitai ad un sorriso nascosto.
"Hai ragione.....ma non è che faccia molta differenza per la gente...una volta che
l'hai beccato in culo vagli a spiegare la differenza....".
Sorseggiò il suo the.
"E ha motivo di essere geloso?".
"Certo che si, io vado con chi mi pare, ma a lui stava bene...prima, quando mi ha pregato
di ritornare.....", ne bevve un'altro pò "....e adesso fa la vergine oltraggiata...".
Cercai di trattenere una risata, non sapevo come l'avrebbe presa.
"Guarda beata te che sei donna e non dovrai mai avere a che fare con loro,
sono insopportabili....ti stanno con il fiato sul collo come una moglie..".
Si guardò intorno.
"Bello qui...che stavi facendo?".
"Pensavo ad una serata tranquilla...prima...".
"Se vuoi me ne vado...."
"Ma scherzi?
Ributtarti nelle fauci di quell'essere mostruoso?".
Si mise a ridere.
"Grazie."
"Ma ti pare....ma non ti conviene farmi incazzare questa è casa
mia e potrei cedere anche alla tentazione di sbatterti fuori..."
"Ok, ok....peserò ogni singola parola...".
Mi diede la tazza vuota e insieme alla mia la posai sul tavolo.
"Vieni qui...", allungò le braccia verso di me.
Mi sedetti accanto a lui.
"Coricati...".
Feci quello che mi aveva detto.
Si mise accanto a me.
La testa sulla mia spalla e un braccio attorno lo sterno.
Io con il mio gli circondavo le spalle.
"Tienimi così....anche solo per un pò...".
"Ti terrò molto di più se lo vuoi...".
"Si...per favore...".
Aveva i capelli ancora umidi di pioggia.
Ci passai una mano in mezzo.
"Continua ....."
Mi strinse più forte.
"Forse riuscirò ad addormentarmi senza pensieri....di sicuro ci sarei riuscito
se tu non avessi addosso questa corazza...".
Sentii una risata sommessa.
"Ho una maglietta e un paio di pantaloni di cotone..."
"Appunto , due cose di troppo...e poi chissà quanta altra roba avrai
sotto....".
Cercò di sbirciare sotto la maglia.
"Fatti i cazzi tuoi ...maniaco....".
Gli tolsi la mano.
"Eccome se sono un maniaco...e me ne vanto anche....perchè credi che abbia tanto
successo?"
"Credevo che fosse perchè sei irresistibile...."
"Ah si anche per quello...ma se non tiri fuori ..buoni argomenti al momento giusto
te lo saluto l'irresistibile....".
Si mise a ridere.
"E tu ne hai un bel pò di ..buoni argomenti immagino....".
"Anni di pratica sul campo...."
Si appoggiò su un gomito e mi guardò.
"Non vorresti conoscere qualcosa in proposito?".
"Questa sera non se ne parla nemmeno, sono morta..."
"Ah tra le mie perversioni c'è anche la necrofilia....che ne dici?"
"Vaffanculo!"
Scoppiò a ridere.
"Sei senza ritegno..." aggiunsi rimanendo seria a fatica.
"Non so nemmeno che significhi la parola "ritegno" , fai un pò te..."
"Domani te lo spiego..."
"Dal suono sembra una cosa noiosissima, come "morale" ...e "normale"..."
"Allora tu sei la cosa più lontana non preoccuparti..."
"Tu hai una maniera strana di farmi i complimenti...non so mai se se mi stai prendendo per il culo o
parli seriamente....".
Mi scrutò serio.
"Io ti prendo per il culo..... seriamente...e poi come fai a dire che è
un complimento?"
"Naso..."
"Beh si ...quella roba lì deve pur servirti a qualcosa..."
"Quale roba?"
"Il tuo ...nasino alla francese....".
Questa volta scoppiai io a ridere....
"Il mio ...nasino è molto apprezzato per tua norma....".
Sfiorò il mio con le dita.
"Si , da un elefante.....".
"Puttana!".
Iniziò a farmi solletico.
Cominciai a dimenarmi.
"Piantala ti odiooo!!!"
Gridai.
"Ritira subito quello che hai detto..."
"Fottiti..".
Ricominciò di nuovo.
"Ti ho detto di chiedermi scusa..."
Cercai di fermarlo.
"E io ti ho detto di andare a farti fottere..."
Ridevamo come due cretini.
"Ok, ok ...fermati...." quasi strillai.
"Allora queste scuse?"
"Lasciami riprendere fiato...."
In realtà era solo un modo per pigliare tempo e svincolarsi.
Riuscii in un attimo a scivolare a terra.
"Piuttosto mi faccio ammazzare..."
Non gli ci volle molto a raggiungermi.
"Se è quello che vuoi..."
"Mi afferrò.
"Ti ucciderò di baci...."
Usando entrambe le mani come leva contro le sue spalle
mi tenevo a distanza.
"Me ne basta uno per avvelenarti..."
"Lo so che sei un'aspide, ma ho anche io la mia buona dose
di veleno in corpo......potrei essere il tuo antidoto...."
"Allora non servirà a nulla?", domandai fingendo delusione.
"Non credo, ma è un buon modo per cercare di ammazzarci a
vicenda ...non trovi?"
"Si...direi di si..."
Appoggiò la testa sulla mia spalla come se fosse esausto.
"Ma nel mio caso sarebbe come dare un fagiolo a un affamato...."
Rise.
"Ma tu sempre a quello pensi?".
"Beh sempre no....ma spesso si....." sollevò la testa e mi guardò"....e poi scusa, qui..con te...che cosa
dovrei pensare?"
"Decisamente tu sei da...psicologia criminale...." dissi scherzando.
"Già...capisco i maniaci meglio di qualunque altro...nessuno potrà fottermi..."
"Lo sai che sei adorabile?".
Si rimise a sedere.
"Questo è uno dei tuoi modi ...contorti per dirmi che ci stai?
No...perchè altrimenti dovrai lasciarmi 10 minuti in cui mi ritirerò nel tuo bagno e risolverò la faccenda
a modo mio....sono in una situazione piuttosto..scomoda..."
"Ok, però non farmi casino..ho appena pulito stamani..."
"Comunque non c'è solo un...modo per placare i miei ardori...lo sai vero?"
"Posso azzardare che...fai schifo?".
"Si lo so...però io sono convinto che alla fine non dispiacerebbe nemmeno a te...".
Mi prese una ciocca di capelli tra le dita.
"Poi ricambio che ti credi?".
Gli tolsi la mano.
"Ah ci credo..."
"Per cui...?"
"Per cui sbrigati in bagno che poi ci vado io..."
"Ti prego Lailaaaa uniamo i nostri appetiti...non lasciare che
vadano persi in uno scarico...".
Mi abbracciò.
"Ma vattene va....".
Mi alzai in piedi e lui si appoggiò al divano e chiuse gli occhi.
"Ok...ok.
Non ho mai frequentato così tanto una donna senza essermela portata a letto
dopo due giorni..."
"Così tanto?"
"E che ci vuoi fare?
Gli ci è voluto un pò per accorgersi che sono irresistibile..."
"E io allora? Che ci faccio in mezzo a questo harem accondiscendente?"
"Aspetto..."
"Ne vale la pena?"
"Direi di si....se sto ancora a elemosinare qui a quest'ora di notte..."
"Non faccio l'elemosina a nessuno, tanto meno a te....
sarebbe umiliante...nei tuoi confronti...".
"Grazie per la considerazione...l'apprezzo...davvero..."
Si rimise in piedi.
"Ma parlando dal punto strettamente pratico...ora mi è di poco aiuto...".
Mi passò davanti e mi sfiorò il collo con una mano.
Mi coricai sul divano e accesi il lettore di cd.
Attaccò "Claire de Lune".
Chiusi gli occhi e mi lasciai cullare dalla musica.
Poi mi addormentai.
Mi svegliai sentendo una mano che mi sfiorava la tempia.
"Eppure quando dormi sembri così innocua....".
Negev era seduto accanto a me.
Mi sorrise.
"Non lasciarti ingannare dalle apparenze.....sono solo in stand by...
Non mi spengo mai del tutto...da qualche parte c'è sempre qualche spia accesa...per cui controlla prima
di prendere qualsiasi iniziativa...."
"Prima o poi troverò la spina e staccherò tutto...e allora ci confideremo i nostri segreti....."
"E ...mescoleremo davvero le nostre lacrime?"
"Soprattutto...ne ho parecchie di arretrate..."
"E chiuderemo il mondo là fuori?"
"Ci puoi giurare...solo io e te....e i nostri fantasmi..."
Mi diede un bacio a fior di labbra.
"Ti va di dormire?" mi domandò.
"Si...."
"Posso sistemarmi come prima?".
Allargai le braccia per accoglierlo e mi venne accanto.
"Ma....il tipo con cui stai...".
Mi accorsi in quel momento che non ne sapevo il nome nè lui me l'aveva mai detto.
"Alex...".
"Lo sa dove stai?"
"Si, certo...gli ho detto che andavo dalla mia amante...."
"Stai scherzando...vero?"
"No".
Mi appoggiai su un braccio per vederlo in viso e lui scivolò sui cuscini.
"Non ci amiamo forse?
Anche se al momento come bravi fratelli...."
"Ma che stai dicendo?"
"Dio santo rilassati...hai paura che venga qui e ci ammazzi tutti e due come in una sceneggiata?".
"Non mi fido dei....finocchi gelosi....".
"E fai benissimo mia cara.
Ma di solito fanno solo un gran casino....e basta, poi si presentano con il capo cosparso di cenere
a chiedere di ritornare..."
"Non mi pare che tu abbia una gran opinione di lui..."
"Ma che centra....è una gran persona...a modo suo.....ma tutte quelle premure, quei sospiri affranti
perchè non riesce
ad avermi tutto per se...mi danno ai nervi...."
"Non sarà perchè ti vuole bene?"
"Anche tu me ne vuoi ma non sei così..."
"Io non sto con te, lui si...e poi io non faccio testo...".
"Ok, quando vuoi ti libero il posto...basta che mi dai il via..."
"Vuoi dire che se io ti dicessi:"Dai ci sto", lo sbatteresti fuori di casa dalla mattina alla sera?"
"No."
"Ah..."
"Tu non hai bisogno di trasferirti a casa mia , per cui gli lascerei con calma togliere le tende..."
Scoppiò a ridere.
"Tu sei fuori...."
"Io sono quello che sono.
Sicuramente ...fuori come dici tu, ma almeno non prendo in giro la gente.."
Mi fece cenno di coricarmi di nuovo.
"E adesso voglio dormire...domani ho una giornata campale...e cominciò già a sentire odore di
battaglia...."
"Non credi che sarebbe più comodo un letto?"
"Cercheresti sicuramente di sfuggirmi...e qui non vai da nessuna parte...e mi serve questo per ricaricare
le pile...
per cui chiudi il becco papera...."
^^^^^^^^^^^^^^
Come avevo previsto mi svegliai con la sensazione che un camion mi fosse passato sopra.
"La possima volta trovati un altro posto dove ricaricarti....perchè ti lascerò scarico..."
Tentai di spostarlo ma era un peso morto.
"Spostati per dio...non mi sento più il corpo..."
"L'importante è che lo senta io...." e mi sorrise come un ebete.
"Dormito bene?"
"Una meraviglia...."
"Mi fa piacere...io di merda."
"Me lo faresti un caffè ...angelo della casa?"
"Nient'altro?"
"No grazie...alla mattina mi piace tenermi leggero..."
"Mi stai prendendo per il culo vero?
"L'ho sempre detto che sei una ragazza sveglia...."
"Io non l'ho mai sentito...."
"Allora devo averlo detto quando tu non c'eri..ero da solo ..."
"Se fossi sveglia a quest'ora me ne starei in un letto...."
"Tu ieri sera non ne hai voluto sapere....avresti dormito benissimo..
dopo..."
"Ho paura di chiedertelo....dopo CHE?"
"Il trattamento Negev..
ti avrebbero sentito sino all'ultimo piano..."
"Ci siamo già all'ultimo...intendi i ...piccioni...?"
"Allora il primo....beh... sarebbero morti dall'invidia.."
"Se mi verrà in mente di sterminare i vicini ti chiamerò...
se non ti scansi però ...l'angelo del focolare col piffero che te lo prepara il
caffè.."
"Ah si..." e finalmente mi lasciò libera di muovermi.
Riuscii faticosamente ad alzarmi e andai in cucina.
"Che devi fare oggi?" gli domandai.
"Due conferenze, incontro con il prof. che mi accompagna al dottorato,
cena con i ragazzi che lavorano con me....da spararsi..e tu?"
"Mi fermai sulla soglia della cucina.
"Me ne vado qualche giorno al mare..."
Stava infilandosi una scarpa quando si fermò.
"Con questo tempo?
E che cazzo ci vai a fare?"
"Vado a ricaricarmi le pile..."
Sentii il caffè che usciva dalla macchinetta e andai a controllarlo.
" E non puoi ricaricarle qui...?"
Girai la testa e lo vidi nel punto esatto dove mi ero fermata io pochi minuti prima.
"No.
Non posso restare qui perchè voglio andarmene là."
Si avvicinò.
"E vuoi lasciarmi solo dopo quello che ...succederà tra di noi nei
prossimi giorni?".
"Sbronzo con un the alla menta...
sei di un altro mondo."
"Infatti....
appartengo solo al mio.."
"Hai detto bene..il tuo...non il nostro....e io nel MIO vado per un pò
al mare."
"E se ti chiedessi di restare?"
"Stai per morire?"
"No."
"E allora mi spiace:
richiesta non accolta.
Te la dovrai cavare da solo per un qualche giorno."
"Ti ho mai chiesto nulla?"
Ero incredula di quelle parole.
"Ti ricordo che ci conosciamo da DUE MESI E MEZZO"
"Ma per me è come se fosse una vita....per favore.."
"Ti ho detto di no."
Posai la tazzina vuota sul tavolo.
Quella di Negev andò a finire sul pavimento.
"Scusa.".
Ma la sua espressione beffarda diceva il contrario.
"Ti sei giocato lo 0,0001 % di possibilità che potessi cambiare idea.
Adesso togliti dai piedi."
"Lo sai perchè sei così...indigesta?"
Non dissi nulla, volevo vedere dove andava a parare.
"Tu scopi poco ragazza mia...".
"E a te insieme al resto sono fuoriusciti i pochi neuroni che avevi in testa..."
Si mise a ridere.
"E chi ti dice che io non vada a fare quello nei prossimi giorni?"
Mi guardò ironico.
"E' una palla..ti si legge in faccia...".
"Non è di facce che sei specializzato..."
"Spiegati.."
Andai a buttare i cocci raccolti a terra.
"Lascia perdere...poi lo so che mi pento di quello che dico..."
"No , adesso sputi fuori quello che hai sullo stomaco.."
"Non ci arrivi?
Devo diventare volgare?"
Restò in silenzio un attimo.
"Ahh ma certo..parli di cazzi...vero?
Ti facevo meno scontata"
"E io ti facevo meno infantile."
"Quanto mi stanno sul cazzo le donne con l'aria" noi siamo più
mature di voi maschietti scemi".."
"Questo l'hai detto tu."
"Questa è la vostra natura...o mammine...o puttane...non avete vie di mezzo.."
Si accese una sigaretta.
"Comunque preferisco di gran lunga le puttane, almeno non si nascondono dietro a
un: lo faccio perchè ti voglio bene"
Schiacciò la sigaretta ancora intera nel portacenere.
"Me ne hanno fatte di tutti i colori nascondendosi dietro questa...ignobile frase.."
Picchiò la mano sul tavolo con violenza.
"Come vorrei un mondo di sole puttane...almeno sarebbe solo uno scambio alla pari...
nessuna promessa...nessuna illusione...
solo scopate e qualche risata...poi ognuno per i fatti suoi..."
"Non ti ho fatto nessuna promessa...IO."
"Hai ragione, ero io che mi ero illuso che appartenessi a un...mondo a parte...
qualcuno che ti fa dire:"forse il mondo non è poi tutta questa merda" .."
"Io non sono il tuo talismano della felicità, anche se ti fa comodo pensarlo...
sono una persona normale..per certi versi banale."
"Si, sei banale...come tutti quelli che ho conosciuto e di cui mi sono fidato, e puntualmente
mi hanno deluso..."
"Forse non sapevi nemmeno tu cosa volevi da loro..o forse pretendevi troppo senza dare nulla
in cambio.."
"Avrei dato tutto se me lo avessero chiesto con onestà...
la stessa onestà che avevo io nei loro riguardi...
e invece si insinuano nella mia vita...ci strisciano dentro e vogliono cambiare la
mia natura..che secondo loro è sbagliata.."
"Ma è normale cambiare...perchè non lo capisci?"
"Ci sei mai stata in una clinica in cui cercano di cambiare metà di quella che sei?"
Non capivo.
"Sono bellissime...da fuori...
Pareti bianche, parchi enormi...silenzio...e poi ci sono queste...
persone...li chiamano dottori.." si mise a ridere, ma era una risata disperata, "...che cercano con ogni
mezzo di farti capire, che se vai con qualcuno semplicemente perchè ti piace, non importa a quale
sesso appartenga,
hai qualcosa di fallato dentro il cervello...e che bisogna a tutti i costi riparare."
Lo guardai fissare un punto lontano.
"Io ci sono stato ...per mia madre "che mi vuole tanto bene" e per una tipa
"che me lo chiedeva per il mio bene".
Quelli intorno a me, ad eccezione di un tizio, sembravano lobotomizzati..forse lo erano
..non so...sembrava comunque che avessero risucchiato loro il cervello con
una cannuccia...parlavano in continuazione dell'amore di dio e di come ci a
vrebbe salvato...guarito le nostre perversioni.."
Si versò un pò d'acqua in un bicchiere.
"Il tipo più..sano, a quello dell'amore di dio non fregava un cazzo e nemmeno
di andarsene con una donna, pensava solo a come avrebbe festeggiato il
giorno in cui lo avessero tirato fuori..e vuoi sapere come?
Ingoiarsi il maggior numero di uccelli che poteva....e invece a finito per ingoiarsi una lametta
da barba ed è morto in due giorni....".
Scagliò il bicchiere contro il muro.
"Alla fine c'ero rimasto solo io, e mi sono giurato che sarei uscito esattamente uguale
a quando ero entrato
Avevo due possibilità:
o continuavo a sbattere la testa contro un muro che non sarebbe mai venuto giù
o ci scavavo sotto per vedere di uscire .
Decisi di spegnere per un pò il cervello per far credere loro che ero
quello che si aspettavano che fossi.
Una volta tornato a casa, non erano passati due giorni che sono sono sparito,
lasciando una fidanzata affranta che ancora mi aspetta
e una madre che non capisce ancora che ha fatto di male."
"Mi spiace".
"Risparmiami quello sguardo compassionevole, ne avevo bisogno quando mi
ficcavano un ago in un braccio per tenermi buono tutto il giorno...e si
vedeva lontano miglia quanto gusto ci provassero.."
"Immagino che psicologia non sia stata una scelta a caso?"
"In questi anni mi sono blindato il cervello, per entrarci dentro
dovrebbero mettermi nel cranio una carica di esplosivo..
Ho intenzione insieme ad altri di far loro chiudere quelle cliniche del cazzo,
smonteremo tutte le loro teorie balorde sulla ..normalità."
Buttò giù un sorso d'acqua.
"E questo è uno dei miei segreti, e non hai nemmeno dovuto sacrificarti cadendo fra le mie braccia
perchè te lo raccontassi."
"Non ho mai detto che sarebbe stato un sacrificio..."
"E allora cosa c'è che ti spaventa tanto al pensiero che possa succedere qualcosa tra noi due?"
"Non è il ...qualcosa..è il dopo...
è come se all'improvviso si fulminassero tutte le luci che illuminano una meravigliosa città...."
"Capisco...
è il camminare sul filo dell'alta tensione e poi passare a quello ...per stendere il bucato..."
Sorrisi.
"Esattamente....non lo so perchè...ma è come se tutto diventasse meno interessante...
e al mago gli si aprisse il doppiofondo del cilindro rivelando la miseria del trucco..."
"Anche tu sei un bel caso..psichiatrico...".
Questa volta fu lui a sorridere senza nessuna ironia.
""Non credo che ci siano ...cliniche per guarire questo.."
"Non sei malata...."
"Sono storta come una banana...e le banane non le puoi raddrizzare...le puoi solo spezzare..."
"Mi piacciono le banane...e non c'è doppio senso te lo assicuro....
sono dolci al punto giusto...mai stomachevoli...e ti fanno venire in mente luoghi pieni di calore..."
"Ti va di abbracciarmi Negev?" gli domandai.
"Ma certo...." allargò le braccia "..vieni qui..."
Gli andai incontro .
"Siamo un disastro Laila....
vorremmo amarci ma non facciamo altro che aggredirci,vorremmo appartenere l'uno all'altro ma non
sopportiamo di appartenere a nessuno....
e peggio di ogni altra cosa vorremmo saper fare a meno l'uno dell'altro,
ma non ci riusciamo più...."
In quel momento lasciai che le lacrime mi scendessero tutte.
"Dio solo sa quanto ho tentato ad essere differente Negev.....ma ogni volta mi sento
come svuotata.....gli incubi non svaniscono all'alba....".
Mi accarezzò i capelli.
"E io ci rimango imprigionata dentro...e vago senza una meta..."
"In quei momenti vieni da me...." mi disse.
Sorrisi.
Ma ero disperata.
"Sei tu che continuo a tirarmi dietro...sei sempre con me...una seconda pelle, e non mi
lasci mai...non hai nessuna pietà di me..."
"Sparirò..se vuoi..." mi disse.
"No...sto all'inferno , ma nessuno può tirarmi fuori...se non io e il ...problema è che una parte
di me non vuole lasciarmi andare..."
"Non sentiamoci per un pò Laila....farà bene anche a me..."
"Questa è una palla....e non ho nemmeno bisogno di vedere la tua faccia per capirlo...."
"Questa è l'unica cosa da fare..se tu non hai un'idea migliore...".
"No..non ce l'ho...".
Mi scostò leggermente da lui.
"Posso darti un bacio di arrivederci?"
Feci di si con la testa.
Mi prese il viso tra le mani e avvicinò il suo.
Poi sentii le sue braccia avvolgermi le spalle.
"Ti avverto sarà un bacio poco...fraterno...e non m'importa che si spengano metà delle luci della
tua...meravigliosa città..
comprerò qualche ....lampadina.....".
Sorrisi.
"Ok.".
Le sue labbra quasi toccarono le mie.
"Dovrai farmelo sentire molto bene il tuo sapore perchè è l'unica cosa che avrò di te nei prossimi
giorni..."
Iniziò a baciarmi insistentemente come se volesse togliermi il respiro.
E fu quello che successe.
Riuscii a svincolarmi da lui per un attimo.
"Mi farai morire soffocata..." osservai.
"Se svieni ti farò la respirazione bocca a bocca"
Non feci in tempo nemmeno a ridere, sentii la sua lingua percorrere il contorno delle mie labbra e
rituffarsi nella
mia bocca.
Mi stringeva come se aveva paura che fuggissi.
"Ti prego Negev...."
"Sai che per questo è una goccia nell'oceano .....ma so anche aspettare...per cui per ora mi
accontento....."
"Grazie...."riuscii a dire.
"Aspetta a ringraziarmi....faremo tutto un conto....e sai che con me le cose non si risolvono
in un quarto d'ora..."
"Roba da far morire d'invidia i vicini?"
"Roba che nessun sogno durerà oltre l'alba....anzi credo non ci sarà alcun
sogno...o incubo che sia..."
^^^^^^^^^
Rimasi 10 giorni in compagnia dei miei pensieri.
Non sapevo che farmene dei miei pensieri, non mi portavano da
nessuna parte.
Mi ritrovavo a vedere una lacrima tuffarsi in una tazza colma di the
al pensiero di quelle di Negev che si mescolavano all'acqua
della doccia o gli scivolavano sopra la pelle quando era rinchiuso
là dentro.
Sentivo fisicamente il cuore farmi male...mi svegliavo la notte cercando
di addentare un pò di quell'aria che mi mancava...e più ci provavo
più il dolore aumentava, più le lacrime scorrevano...e non avevano
la minima intenzione di fermarsi.
Avrei voluto fermare tutto..scendere da quel mondo che mi faceva stare
male..tropppo male ......
perchè tutto non era come qualche anno prima?
la mia testa era sempre un gran casino...ma non amavo nessuno...le amicizie c'erano...
ma erano quasi solo un'abitudine.....se quelle persone se le fosse inghiottite la
terra davanti a me, io ci sarei passata sopra e continuato per la mia strada...
ora non era più così...maledizione..era tutto stramaledettamente
complesso...il mio cuore aveva ripreso a battere... e troppo forte per il mio cervello..
che non riusciva a stargli dietro.....
mi ritrovavo davanti al monitor di un pc...ascoltare il dolore delle persone
ed entrare dentro di me attraverso il filo degli auricolari..
insieme alle note della canzone che ascoltavo...e accorgermi che le lacrime erano entrate
tra gli incavi della tastiera....
certe volte mi odiavo per questo....per questa empatia che si era venuta a creare tra me e le persone.
E forse era proprio per questo che istintivamente diventavo dura e distendevo a
ventaglio gli aculei che avevo sopra la pelle...
Sapevo benissimo chi mi avrebbe portato a questo e cercavo di cacciarlo
di rendermi..indigesta....fallendo miseramente.
Ritornai a casa, stare là non sarebbe servito a nulla.
Non chiamai Negev , ma lui si fece sentire un paio di giorni dopo.
Mi piombò in casa un tardo pomeriggio.
Gli aprii la porta e mi corse incontro baciandomi.
Lo lasciai fare.
"Finalmente sei tornata..." esclamò con un largo sorriso.
"Già....sono tornata...".
"Che hai fatto?" mi chiese.
"Ho pensato...pensato...pensato sino a quando non ho sentito odore di bruciato...
a quel punto ho capito che , o me ne andavo o la casa andava a fuoco....".
Si mise a ridere.
Io no.
"Ho voglia di uscire...dai mettiti qualcosa e andiamo a mangiare qualcosa...".
Non opposi resistenza, avevo fame anche io.
E fu quella sera che in una piazza lucente di pioggia gli dissi :
"Siamo come due vampiri .....
succhiamo il sangue alle persone che ci stanno accanto per poter vivere....
e ora lo stiamo facendo tra di noi....".
^^^^^^^^^^^^
Ventiquattro ore dopo mi arrivò la convocazione a parlare
ad un festival letterario a Osaka.
Era un sogno che si avverava.
Avevo già deciso da tempo che mi sarei trasferita in Giappone per almeno 6 mesi.
Mentre preparavo i bagagli squillò ilcellulare.
Negev.
"Hey!", la sua voce era squillante.
"Ciao.", risposi solamente.
"Eh..successo qualcosa?" chiese.
"Parto.Giappone"
"Quando?"
"Domani mattina"
"E cosa aspettavi a dirmelo?"
"Avrei dovuto?" esclamai un pò irritata"..Non sei tu quello che se va sempre per primo?
E ora ti brucia essere piantato in asso non è così?"
"No.Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto."
"Meglio.Non mi piacciono i pianti greci."
"Non ho mai pianto per nessuno."
"Perfetto...nessun cuore infranto sull'asfalto."
"Già."
"Sei l'amico perfetto.Stile"Rimani sino a quando vuoi o vattene mi sta bene comunque"..", sorrisi
prendendo
una sigaretta dal pacchetto.
"Direi di si...ma è la gente che mi ha fatto diventare così...."
"Bella scusa del cazzo...tu hai una scusa del cazzo per tutto quello che ti fa comodo..e solo
perchè non sopporti di soffrire..per cui sparisci prima tu, sei straordinariamente
...tollerante...ma in realtà sei solo un fottuto ipocrita a cui non frega un cazzo di nessuno."
"Tu non sai un cazzo di me...", la voce cominciava ad alterarsi.
"So quello che hai avuto la bontà di farmi sapere ed è abbastanza per tirare le somme."
"Tu in tre mesi tiri le somme?", si mise a ridere.
"Tu in tre mesi spiattelli fuori a uno sconosciuto cose che probabilmente nemmeno
tua madre sa? O sei un idiota o avevi una voglia pazza di farmele sapere...."tirai una boccata "...tu
morivi dalla voglia di farmele sapere..."
"Si è vero pensavo di potermi fidare di te."
"E?"
Stava per parlare, ma lo interruppi.
"Ah si sono come tutti gli altri non è così? Una delusione.
E tu cosa credi di essere? Un premio a cui aspira chiunque prima o poi?
Cè una specie di aria...guasta intorno a te, che distrugge tutto quello che tocca..."
Non diceva nulla.
"Potresti avere chiunque ..e non per una scopata ...ma qualcuno che ti ami davvero...COSI'
COME SEI..ma hai paura....e continui a scappare da te stesso..e dagli altri..."
Schiacciai la sigaretta nel portacenere.
"La tua aria maledetta ti terrà dietro sino a quando sarai giovane ed attraente poi diventerai solo un
.......patetico uomo di mezza età...solo come un cane...."
Chiusi con violenza la valigia.
"Ma è la tua vita...e io mi ripiglio la mia....non mi diverto più."
"Posso essere solo così."
"Puoi essere quello che vuoi e lo sei perchè l'hai scelto tu.
Il fiele e lo zucchero sono una pessima accoppiata Negev....la gente potrebbe sputarti
tutto in faccia o potrebbe avere un'indigestione...di te..."
"Vuol dire che sono abituati a sapori...insipidi...".
"Vuol dire che tutto quello che è sempre uguale a se stesso diventa insipido..."
"Allora vattene, non ho bisogno di te."
"Non sono io che me ne vado, sei tu che te ne stai andando da me".
"Io non parto...tu parti".
"Ma io ritornerò e so per certo che non ti ritroverò più che tu vada in l'Australia o
rimani qui.
Io posso anche spostarmi ma rimango sempre ferma e tu sai dove potermi trovare...
solo che non lo farai...perchè io ti ho tradito....vero?
"Non mi interessa quello che fai....puoi decidere quello che vuoi...."
"Non è affatto vero che non t'importa, altrimenti mi avresti detto:
ci sentiamo quando ritorni , o:
ci sentiremo in un modo o nell'altro.
Ma a te non interessa...la tua mente sta già vagando alla ricerca di qualcun'altro....
e lo troverai stanne certo..."
"Si lo so ho sempre trovato qualcuno..."
"E perso qualcun'altro....."
Per un minuto ci fu il silenzio.
"Addio Negev...e ricorda:
When people walk away from you let them go.
Your destiny is never tied to people who leave you.
It doesn't mean they're are bad people,
it just means that their part in your story is over".
Non ne ebbi mai nessuna risposta, e la telefonata
terminò.
Non lo rividi mai più.
"
"