PARADISI PERDUTI DI VOLUTTA'

Negli anni 70 c'erano dei locali, che venivano chiamati con un inglesismo Night Club, ma
non credo che nei paesi anglofoni avessero o abbiano tutt’ora questi locali prerogativa
invece dei paesi francofoni.
A Firenze ce n'erano abbastanza e alcuni mi vengono ancora in mente, locali fumosi e
gravidi di profumi dozzinali:

− Pozzo di Beatrice;
− Chez Moi;
− Pintor's Club;
− Pic Nic;
− Caprice;
− Black Cat.

Questi locali erano inizialmente partiti come un luogo di svago, infatti, si avvicendavano:
giocolieri, funamboli e con un solo streap tease finale, naturalmente non con il nudo
integrale.
Era possibile anche alle famiglie frequentarli, io ricordo nel 1966 a Vienna, un night Club
in cui novello sposo ero in compagnia di mia moglie, dove notai con stupore che molti
spettatori erano intere famiglie con figli e figlie a seguito.
Poi come tutte le cose si modificano, si deteriorano e sono comparse le prime entraineuse,
c'erano sempre state ma forma latente stando in disparte; erano soprattutto delle giovani
ragazze molto belle, molte di loro erano polacche, moldave ma c'erano anche francesi e
spagnole
Queste signorine, avevano l'unico scopo di far bere i clienti, in quanto, si dice, ma
sicuramente era vero, che erano pagate a tappo esattamente un tot ogni bottiglia
consumata, loro invece del whisky o altri superalcolici, nel bicchiere avevano molto
probabilmente del the o della camomilla.
Tutto questo per far guadagnare il locale che addebitava comunque due bevute, ma
soprattutto impediva alle ragazze di ubriacarsi.
La giovane veniva istruita dai suoi datori di lavoro, doveva stare seduta a un tavolo
osservando il probabile cliente facendogli credere con una strizzata d'occhio che avrebbe
voluto la sua compagnia e poi chissà…
La realtà era tutt'altro, il tutto era solo un finto paradiso, un locale dove provare delle
emozioni, dove si potevano intuire avventure meravigliose, ma che in effetti non avevano
quasi mai l'esito che era stato presentato all’ignaro avventore.
Naturalmente anche io non sono stato esentato da passare da questi meandri della
lussuria fittizia e mi va di raccontarli anche la storia mi farà passare da sempliciotto. Oggi
abbiamo i virtuali night club che sono le effimere chat-line, dove anche qui si millantano
avventure favolose, ma che in effetti il più delle volte non avvengono.
Questo dimostra che il tempo passa ma la storia si ripete, con nuove tecniche ma si ripete!
Come anticipato devo confessare che anche io sono stato attratto come un'ape dal
succoso fiore, questo per far capire agli eventuali giovani che mi leggono, quanto sia
pericoloso quando si hanno gli ormoni che gridano, perché notoriamente vanno an influire
sul discernimento del cervello facendogli perdere qualsiasi tipo di analisi logica.
Parigi 1971 rientravamo io e un collega di lavoro, di cui non faccio il nome per ovvi
motivi, da una fiera campionaria del nostro settore, camminavamo per la ville lumiere per
recarci all'aeroporto "le Bourget", dove ci attendeva un volo charter battente bandiera
Jugoslava affittato dalla nostra ditta per quell'occasione parigina. Mentre passeggiavamo
godendoci questa meravigliosa e unica città, ad un tratto sentiamo in lontananza una
dolce musica molto languida; eravamo in riva alla Senna nel momento del crepuscolo,
questo motivo fu come un invito subliminale, quindi, entriamo nel locale da dove quella
dolce musica proveniva.
Entrammo proprio nel momento della soirée, era un infimo Night di quarta categoria, sul
palco un trio suonava una discreta musica Jazz, ci sedemmo e come per incanto due belle
femmine vennero a sederci sulle ginocchia; una di loro quella seduta sulle mie, mi disse
accarezzandomi i baffi che ho sempre portato: "magnifique moustache" e mentre mi
diceva questo vidi che fece un cenno al cameriere.
Intuisco immediatamente la fregatura, anche perché l'uomo al bancone stava mettendo
in un secchiello una bottiglia di champagne, gridai "désolé monsieur nous ne voulons pas
boire!!" ma il mio collega, un coetaneo già eccitato per la pseudo conquista, gridò a sua
volta "amène-nous à boire!!" E il tappo saltò in aria, e come il liquido con le bollicine stava
gorgheggiando nelle nostre coppe, dopo appena due sorsate le ragazze che si erano
dimostrate tanto interessate a noi, sparirono come neve al sole, ma il conto purtroppo
no! Apparve infatti puntuale su di un piattino, ammontava a ben venticinquemila lire,
pensate cosa voleva dire allora questa cifra, io che ne guadagnavo a mala pena duecento
al mese, va be che a me spettava pagare la metà, ma la cosa non mi voleva andare giù.
Ho infamato il collega (io ero gerente della filiale di Firenze e lui quella di Carpi).
Prima lo sbeffeggiato in aereo raccontandolo al resto dei colleghi a bordo, poi tutte le
volte che ci vedevamo per un meeting, oppure ci sentivamo per telefono durante le nostre
consultazioni di lavoro.

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Sempre anni settanta, questa volta ci troviamo sulle rive del lago d'Iseo, esattamente nel
triangolo Rovato, Paratico, Sarnico, eravamo lì per un meeting di tutti i gerenti di filiale,
fra cui c'era anche il mio caro amico parigino che chiamerò Andrea, con noi c’era anche
suo fratello Giacomo che dirigeva la filale di Monselice, infine ci accompagnava il più
attempato Ettore gerente della filiale di Roma.
Finito il meeting avevamo l'albergo fissato, il nebbione era di quelli che solo al nord si
possono trovare, quindi, non potevamo metterci in marcia con il buio, per cui ci
incamminammo attraverso una nebbia fitta come una coltre di cotone
Prima di andare in albergo, Andrea, suo fratello Giacomo e anche l’attempato Ettore,
decidemmo di andare a fare una bevuta in un night, locale che naturalmente Giacomo
conosceva bene, il locale era situato su di una collinetta che si trovava a mezza strada fra
la nostra sede e l'albergo. Il locale era chiaro che lo conosceva Giacomo, altrimenti
sarebbe stato introvabile, in primis a causa della fitta nebbia ma principalmente perché
era nascosto in un boschetto distante dalle strade maestre.
Entriamo nel locale e ai nostri occhi si presentò una fauna strana, i maschi che lo
frequentavano avevano tutti le physique de rôle del coltivatore diretto, infatti, le loro facce
erano riarse dal sole e la loro età oscillava dai quaranta ai cinquanta, stavano ballando
appiccicati a straordinarie ragazze chiaramente dell'est europeo.
Comunque si capiva molto bene che i loro soldi li spendevano consci che erano spesi solo
per ballare chic tu chic, con formose ragazze.
Francamente non credo che si aspettassero di più da loro, a meno che qualcuna di queste
ragazze facesse o fosse disposta a fare la marchetta e il danaroso accompagnatore fosse
disposto a pagare molte migliaia di lire per la prestazione da aggiungere al prezzo dei
tappi che erano già saltati; nulla da obiettare di tutto questo, era una libera transazione
consensuale senza inganno.
Arrivarono anche da noi tre giovani fanciulle planando come delle aquile sulla preda, io e
Andrea reduci del pacco parigino, gli facemmo il cenno di andarsene, mentre Giacomo si
era già appartato in una poltrona poco distante con una morettina tutto pepe che aveva
tutta l'aria di essere stanziale.
La ragazza tanto fece, che invitò Giacomo a spostarsi in un separé e appena entrati si
tirarono dietro la tenda, Io e Andrea ordinammo il nostro whisky, mentre il veterano Ettore
se ne era già andato a dormire senza neppure consumare.
Verso le tre del mattino, anche noi volevamo andare a dormire poiché all'indomani
sarebbe stata un'altra giornata lavorativa, quindi con circospezione andammo a chiamare
Giacomo spostando leggermente la tenda, iniziando così una breve conversazione come
dietro a un confessionale:

− Dai Giacomo andiamo a letto è tardi;
− Ma la Sandra mi ha mi ha invitato ad andare a dormire a casa sua;
− Ma va là grullo vieni a letto, dai che ti conviene;
− No! Andate voi io resto!

Io e Andrea ce ne andammo, commentando la stupidità di suo fratello, la nebbia era
talmente fitta e lattiginosa con visibilità pari allo zero, il che ci fece tribolare non poco a
ritrovare la via dell'albergo, quindi in macchina scena muta non dovevamo essere distratti
in nessuna maniera.
Finalmente arrivati stanchi e provati dalla lunghissima giornata e dallo stress nebbioso, il
tempo di spogliarsi e giù cademmo come corpo morto cade, senza neppure avere il tempo
di riflettere sull'ingenuità di Giacomo che oltre tutto era anche più anziano di Andrea.
La mattina di buon mattino sembravamo degli zombi gli whisky erano stati due, le ore
dormite non più di tre, stavamo scendevamo in sala colazione per bersi un bricco di caffè
bollente.
Mentre stavamo facevamo colazione cercando di tenere aperti gli occhi, vediamo apparire
sulla porta Giacomo, barba ispida, capelli ritti, occhi due fessure, senza farlo ghiacciare
io lo investo subito:
− Com'è andata Giacomo è stata buona la nottata;
− Ma... veramente... io;
− Ho capito tutto, avevamo ragione noi minchione reale, dai vieni a berti un caffè;
− Me lo aveva promesso la stronza, ero convinto che lei voleva fare l'amore con me
e passare la notte insieme!
− Giacomo ma dai! Cazzo di Buddha!! Credere ad un'entraîneuse, sarebbe come se
la fatina dai capelli turchini avesse creduto a Pinocchio, sei proprio un bischero,
non lo capisci? È più facile che mantenga la promessa un marinaio che
notoriamente non le mantiene, che una di quelle meravigliose streghe, eppure te
lo avevo anche detto, ora mangia qualcosa con noi.

Non c'è il due senza il tre, ma questa devo dire che è stata l'ultima delusione del mondo
delle millantate fantasie con ragazze meravigliose, poi ho imparato è vero per apprendere
uno deve battere il capo più di una volta, ma se poi uno insiste (giacomo docet) allora è
da ricovero.
Eravamo alla fine degli anni settanta, quasi ai margini con gli anni ottanta, un mio
collaboratore di cui posso fare il nome poiché e partito per i pascoli celesti, il suo nome
era Alvaro, un uomo che frequentava abitualmente un locale il "Black Cat" di Firenze, che
non era il classico night, ma un locale dove si poteva ascoltare per mano di un abile DJ,
della buona musica, e bere del buon whisky di marca, allora andava per la maggiore il
"Ballantain" e il "Johnny Walker etichetta nera".
Io non c'ero mai stato, dopo le disavventure boicottavo i locali, ma, Alvaro impenitente
single, era invece un cliente fisso e di whisky on the rox, forse e non sempre solo al
quinto, decideva di abbassare il bicchiere.
Entrammo dentro il locale che era molto attraente con la sua semi-oscurità calcolata,
come la musica soffusa, i clienti erano molti, fra cui molte ragazze.
Alvaro si recò subito al banco a ordinare, dopo di che portò al mio tavolo un whiskino,
era addirittura un "Civas Regal" allora il top, questo era il suo modo di dimostrami la stima
nei miei confronti e nel contempo il suo essere viveur.
Me lo stavo centellinando ascoltando incantato e inebriato dalla musica di Carlos Santana
con il suo "Europa", quando alzando lo sguardo a due tavoli di fronte al mio vedo una
ragazza bionda che dire bella, era come usare un eufemismo; La ragazza mi stava
guardando fisso, ed io povero idiota siccome sapevo di non essere proprio bruttino, dissi
fra me e me:

− Ettore hai fatto colpo! È proprio vero lo charme non è acqua.

E quindi, mi portai solerte al suo tavolo, dove lei mi accolse con simpatia ma senza troppa
enfasi, iniziai a dialogare amabilmente con il mio improbabile e maccheronico inglese
poiché ero certo che lei non era italiana:

− You're beautiful, you want to drink with me?
− Yes, please I'm Valentina of Poland
− What do you drink?
− Whiskey with ice and water

E qui nacquero I miei primi dubbi, una ragazzina che avrà avuto al massimo la maggiore
età, che si faceva un whiskey puro con acqua e ghiaccio, bevuta da vero intenditore semi-
alcolizzato.
Ebbi da subito la sensazione che mi stavo trovando di fronte all'evoluzione naturale della
vecchia entraineuse, che con più bon-ton attuava la strategia classica dei vecchi night,
ma ormai era fatta, la mi nonna diceva sempre "Pe bischeri un c'è paradiso".
Infatti, come volevasi dimostrare, la biondina dopo aver trangugiato molto velocemente
quello che magari era solo te con un cubetto di ghiaccio, si alzò da sedere dicendomi:

− Sorry Antony bye bye.

Questa volta l'inculata (passatemi il francesismo) era stata più che sostenibile dal lato
economico solo duemila lire, poiché il mio whisky me lo aveva offerto Alvaro, ma la
delusione comunque fu tanta, ancora una volta c'ero cascato con tutte le scarpe, quindi,
pensai:

− "Errare umano est, perseverare diabolicum"

In seguito ho capito, ed era l'ora, come è avvenuta l'evoluzione dei luoghi dei sogni
effimeri, le professioniste erano stato sostituite da giovani studentesse straniere, che
sicuramente avrebbero potuto anche concedersi e, in qualche caso l’hanno fatto, ma
comunque solo quando andava al loro e con chi volevano loro, quindi anche se era variato
il mondo fittizio della millantata voluttà; in pratica era cambiato ben poco del modo
operandi, infatti, si potevano cambiare i fattori, ma il risultato non cambiava.