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Marcus Nolde


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Dice di se'

Marcus L. Nolde, dati anagrafici, qualità, difetti, caratteristiche, curiosità.

Le note biografiche sono scarse, e quelle poche nebulose. Si sa solo che è nato a San Remo nel 1962, il 25 di Dicembre.
Aver visto la luce nel giorno di Natale non ha inciso sulla sua personalità, tanto che, fin dalla più tenera età, è stato sempre ateo e anticlericale, sebbene una macchia vi sia sul suo curriculum: aver fornito per un breve periodo prestazioni in qualità di chierichetto; per sua fortuna subito allontanato per evidente incompatibilità ambientale.
Ancora in fasce, si trasferisce a Casale Monferrato, cittadina nota per gli ottimi Krumiri, i pregevoli gessi del Bistolfi, e il letale polverino d'amianto.
Le prime letture in ordine temporale: Collodi, Salgari, Verne, Dumas padre, Poe, Lovecraft, Dostoevskij, Kafka, Hesse, Flaubert, Hugo, Zola, Bulgakov, Buzzati, Svevo, Orwell, Follett, Marinetti, Vargas Llosa, Mutis, Saramago, Jennings, Joyce, Celine, e altri ancora.
Le non letture: pare che non abbia mai sopportato autori come Manzoni, Hemingway, Eco, Calvino, Pasolini, Brecht, Henry Miller, e in tempi recenti, Saviano, Manfredi... ma pare che la lista sia più lunga... ah, se è lunga!
Su altri autori ha preferito non esprimersi: Nabokov, Queneau, Ballard etc. etc.
Alla domanda "Quale fosse il suo autore preferito", Nolde ha risposto: "Non ho dubbi, Piero Chiara, semplicità, eleganza, ironia"; vi è stato anche qualcuno che ha avvisato in quelle sue parole una certa commozione.
Gli studi: mediocre studente. Più interessato a ciò che succedeva intorno a sé rispetto a quanto era costretto a studiare sui libri. Una buona predisposizione per le materie scientifiche, non ha evitato che si iscrivesse a un liceo classico, chiedendosi per cinque lunghi anni perché mai avesse fatto una simile fesseria.
Istruzione universitaria: brillantemente interrotta, e inizio frequentazioni di pessime compagnie.
I primi scritti di Nolde di cui si ha notizia risalgono addirittura ai tempi in cui frequentava le scuole medie. Alcune delle opere più notevoli, purtroppo sono andate perdute, ad esempio, un tema lunghissimo di dodici pagine protocollo, ad argomento libero, scritto di getto in meno di due ore durante un compito in classe, che gli valse il plauso dell'insegnante e la lettura all'intera scolaresca del testo nella sua totalità. Il titolo: La pendola suona tredici volte; o è guasta, ed è venuto il momento di buttarla, o c'è qualcosa che non va e, forse, sarà più opportuno che io non scriva questo tema. Un successone!, senza dubbio. Inoltre, si hanno alcune poesie, composte al solo scopo di impressionare le ragazzine sue coetanee; non si hanno notizie degli esiti, cioè se abbiano fatto, oppure no, breccia nel cuore delle compagne, ma è certo che alcune struggenti liriche siano state riportate alla lavagna e utilizzate a modello per analisi logica. Da quel momento pare che Nolde non abbia più scritto poesie, e tutti gliene furono grati.
Seguì un lungo periodo buio, una sorta di medioevo dell'intelletto, la mano che reggeva la penna biro non rispondeva agli stimoli del cervello. Non scrisse nulla per molti anni a eccezione di una bizzarra sceneggiatura per un fumetto, inviato alla redazione di Topolino e miseramente rifiutato poiché ritenuto troppo distante dai precetti morali che l'editore perseguiva.
In un esilio volontario in terra lombarda riprese in mano il lapis. La produzione di testi, perlopiù racconti, si fece costante, aumentò fino a raggiungere livelli considerevoli. Il tutto si trova ora in un'antologia, al sicuro dentro uno scatolone in un polveroso solaio, in attesa di scendere di un piano per essere infilato nel camino e così ravvivare un allegro fuocherello scoppiettante.

2014, l'anno della svolta: pubblica in proprio il suo primo romanzo: La pietra a galla. Romanzo grottesco, irriverente, ambientato nei primi anni sessanta nel territorio del Monferrato. Attualmente fuori commercio.

Nel 2015 il testo capita nelle mani di un editore suo amico. Il giudizio entusiastico porta alla pubblicazione di una nuova edizione riveduta e ampliata con il titolo: Tre punte di ruggine - Edizioni della Goccia. Nota: nel 2017 vi è stata la prima ristampa.
Quarta di copertina: l'interesse suscitato ad arte intorno ai sotterranei di una chiesa da parte di un giovane e brillante architetto in cerca di rivalsa, mette in pericolo la tranquilla esistenza di un parroco dedito non solo a esercizi spirituali ma anche a pratiche più laiche e profane che hanno per oggetto la materia sensibile. Sullo sfondo delle colline piemontesi, tra un filare di Barbera e uno di Grignolino, un imbarazzante segreto rischia di affiorare, spinto in superficie dagli abitanti di un intero paese, smaniosi di apprendere la verità che fino a quel momento era stata loro negata. Le vicende di due famiglie, diverse per cultura e mentalità, s'intrecciano con gli interessi di una curia attenta al proprio gregge e al patrimonio della diocesi, in una storia stravagante e dai toni goffamente piccanti.
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2016, esce Babele N.12, diverso per genere e stile; stesso editore.
Sinossi: "Mi hanno lasciato in questa stanza spoglia, con appena una scheggia di luce, tanto flebile che pareti, mobili, suppellettili, e anche l'aria, si fondono in una miscela fosca e malinconica. Che tristezza! Ma io ho voglia di ridere, perbacco!".
Sono parole del protagonista dell'ultimo romanzo di Marcus Nolde, Babele N.12, in cui vi sono tutti gli elementi del dramma: la fusione di tragedia e commedia, il contrasto tra l'individuo e l'ambiente sociale che ruota intorno a lui e gli si manifesta in toni ostili, la tragicità dell'esistenza e gli inevitabili momenti comici in essa contenuti.
Enzo, così si chiama il primo attore, non dimostra particolari qualità, è un uomo comune, e quanto di più scontato è il suo cognome, come si scopre avanzando nella lettura. È un piccolo imprenditore che, nell'ultimo disperato tentativo di risollevare la propria azienda in crisi, intraprende un breve viaggio d'affari in cui ripone grandi speranze.
Quando è quasi prossimo alla meta, un evento quanto mai insolito lo fa deviare dal proprio percorso, costringendolo a trovare rifugio per la notte all'interno di un agglomerato urbano, a metà tra la città e la campagna, un luogo sconosciuto e che per tutto il romanzo rimarrà senza nome.
I personaggi che incontra sono stravaganti, per molti versi sgradevoli, persino violenti. Enzo si ritrova, senza che ne abbia colpa, in una situazione paradossale che, nonostante le stranezze, è verosimile e non augurabile a nessuno. È calato in una realtà dove esistono regole strampalate, che sono applicate a suo danno, e lo costringono in quel luogo da cui farà di tutto per fuggire.
La narrazione si sviluppa dal pomeriggio della domenica fino al mattino dopo, con un salto temporale in avanti a partire dal terzultimo capitolo in cui compaiono nuovi personaggi, invisibili fino a quel momento. Da questo momento cambia la chiave di lettura del romanzo. Quanto si è letto in precedenza assume un significato diverso: azioni intraprese, descrizioni di oggetti, sensazioni del protagonista, che possono essere sembrate insolite e bizzarre, si rivelano agli occhi di chi legge in tutta la loro crudele verità e realtà e danno significato al poco comprensibile titolo del romanzo.
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2017, Sei personaggi contro l'autore - romanzo accidentale, pubblicato in proprio tramite Lulu.
Quarta di copertina: In Sei personaggi contro l'autore, la narrazione si sviluppa in cinquantasei frammenti, interrotti dagli attori o dall'autore stesso, per chiarimenti, critiche o suggerimenti, creando così un testo nel testo, un metaromanzo che si sviluppa in modo casuale, o apparentemente tale. L’indecisione, la scarsità creativa, i continui ripensamenti, e alcune improprietà grossolane che compaiono talvolta nella narrazione, costringono l'autore a rivedere il testo e a riscriverlo, in dubbio se si giunga mai a un livello accettabile e che giustifichi il suo invio per la stampa. L’intreccio prende corpo in base alle istruzioni dell'autore, intercalato da goffe e fuori luogo aggressioni verbali da parte dei protagonisti della storia, che man mano si materializzano sulla scena, provenienti da appunti cartacei male archiviati o da file dimenticati nelle recondite profondità di un computer. Da queste interazioni, confronti e, in molti casi, scontri, l'autore trarrà spunto per scrivere il proprio romanzo.
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2017, Controcommedia, adattamento per il teatro del testo precedente.
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