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PISELLINO DELUSO

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PISELLINO DELUSO


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Categoria:
Poesia
Pagine:
1
Data pub:
23 Marzo 2018
Una poesia scritta da un artista che preferisce restare dolorosamente anonimo. Facile identificarne lo spessore letterario.
Si notino l'accuratezza dello spazio metrico, la precisa selezione del lessico (espressioni dialettali comprese), la permeabilità e immediatezza del messaggio veicolato, il magistrale utilizzo dell'enjambement.
La breve, ma intensa poesia si articola in 3 versi con metrica slegata, senza rime. L'autore si rifà chiaramente ai poeti ermetici dei primi del '900.
Probabilmente tale scelta è dovuta all'intenzione di paragonare la propria situazione sentimentale a quella dei soldati di trincea della prima guerra mondiale (su questo punto però vi sono diverse opinioni contrastanti da parte dei più autorevoli studiosi).

Breve spiegazione del testo:

L'autore personifica il suo organo genitale per dipingere in maniera evidente la delusione amorosa subita. Lo sconforto provato viene reso ancora più drammatico dal diminutivo utilizzato per apostrofare il membro protagonista, che viene così descritto come una piccola, indifesa e sfortunata vittima della crudeltà degli eventi.
Il primo verso si collega al titolo, che esplica l'oggetto della narrazione, e introduce subito un altro aggettivo molto forte che aiuta anche a comprendere l'evento che probabilmente sta per verificarsi. "Svuotato" però, non è un termine utilizzato a caso: trasmette molto chiaramente il senso di desolazione provato dallo sfortunato autore, che si immedesima nell'oggetto di narrazione. L'utilizzo del termine dialettale "capace" richiama il legame dell'autore al lessico del proprio territorio, nella sua diretta e limpida semplicità, rifiutando qualsiasi estetismo ipocrita. Al contempo però esso trasmette il senso di incertezza che domina la mente di un uomo deluso e amareggiato: non è nemmeno sicuro di aver voglia di intraprendere quella determinata azione, tale è lo sconforto.
Il disgraziato autore, sapientemente, omette dal testo la ragione della propria sofferenza: sta a chi legge dedurre da cosa sia essa provocata.
Il dramma della poesia esplode in tutta la sua ferocia nell'ultimo verso "ma senza piacere", che evidenzia la futilità e la vuotezza del gesto, sottolineando la pateticità che esso rappresenta.
Risulta quasi impossibile non cogliere una forte critica verso la cultura edonista che domina la società moderna in cui vive l'autore.

Altre analisi purtroppo risultano difficili, non sapendo nulla della biografia dell'autore. Si deve ammettere, però, che il non poter collocare tale opera all'interno di un contesto ben definito permette di cogliere tutte le possibili sfumature che possono esserne dedotte. L'autore sa bene che la sua opera descrive un triste momento che tutti, prima o poi nella vita, si ritrovano a dover affrontare.

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