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FANTASMI NELL' OMBRA

Antonio Di Crisci Salvati

FANTASMI NELL' OMBRA


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Category:
Crime Noir
Pages:
6
Date pub:
06 Novembre 2019
Un action thriller pieno intrighi e di azione. Un uomo di nome Matt Parker si risveglia in uno strano contesto, da solo e senza memoria circondato da strani individui che non parlano la sua lingua, che cosa farebbe un’altra persona al suo posto?
In seguito si scoprirà che la perdita di memoria è solo momentanea, e man mano che scaverà nei suoi ricordi, si accorgerà di avere una vita molto più diversa di quel che pensava. Ed i misteri si faranno sempre più fittizi quando un rider iracheno lo andrà a cercare in questo strano luogo per condurlo verso un avventura unica e per niente scontata.
Scoprirà di essere un leader di un gruppo di uomini straordinari e si ritroverà inconsapevolmente in un’ultima missione che avrà lo scopo di vendicare la moglie assassinata.
Ma numerosi colpi di scena condurranno il giovane eroe in una nuova sfida che implicherà il destino del mondo, e lo accompagneranno verso un finale del tutto inaspettato, alla ricerca di un amore perduto.
Un avventura thriller di spionaggio e ricca di colpi di scena ci accompagnerà fra vari luoghi, e tanti intrighi, dove non bisogna fidarsi delle apparenze, avvolte il carattere di un uomo può essere una lama a doppio taglio, e per venire a capo bisogna essere più incisivi.

Capitolo 2

LA FENICE

Erano le sette di sera e come di consueto tutti cenavano in una grande sala, erano poco più di venti persone , sembravano tutti uguali con quella tunica rossa e la testa rasata, ora anche Matt aveva la sua tunica, l’unico capo che avevano in quel luogo, ma di sicuro non si era fatto rasare la testa, erano tutti silenti, tutti tranne uno, quello che aveva discusso con quell’uomo fuori a quel cancello, tutti si mostravano molto ospitali e cordiali Infatti si presero cura di Parker in modo maniacale, le ferite riportate ormai erano quasi scomparse il dolore alla testa iniziava del tutto a scomparire, ma ora per capirci un po’ di più era rimasta una sola cosa da fare andare a parlare con quella specie di samurai che a stento parlava la lingua di Matt, così poco prima di finire la cena Matt si alzò e andò verso l’uomo misterioso, arrivò vicino ad lui sotto lo sguardo attento delle altre persone che cenavano, ed con aria decisa esclamò:

“Adesso credo che voi mi dobbiate dare delle spiegazioni, e non faccia finta di non capirmi perché oggi vi ho sentito discutere con quell’uomo fuori a quel cancello. “

Così quella persona lo guardò dritto negli occhi come se già si aspettasse che Matt gli andasse vicino per parlare e gli disse:
“Non ora figliolo questo è un posto esente dal rumore stasera mi farò vivo io, ti verrò a cercare nella tua stanza, e ti ragguaglierò su quello che vuoi conoscere, ma ora abbi pazienza è la bontà di finire la cena. “
Così Matt annuì, sotto l’occhio vigile dei monaci, e senza terminare la solita zuppa che mangiavano quasi sempre, si incamminò verso il ritiro.
Era molto impaziente nella sua stanza, dove nervosamente camminava avanti e indietro nell’attesa interminabile che quel monaco gli andasse a parlare, ed anche per riscaldarsi un po’ dal freddo che emanavano quelle pareti fatte di pietra, che assorbivano tutta l’umidità di quel posto.
Quando finalmente senti bussare con tre rintocchi alla porta, il momento era arrivato, forse Matt avrebbe scoperto qualcosa del suo passato, così giro la chiave e abbassò la maniglia, l’uomo fece due passi in avanti e disse:
“Mi chiamo Ming Jiè, cosa vuoi saper figliolo? “
Finalmente si trovavano faccia a faccia, era il momento di confrontarsi. Matt guardò il vecchio monaco e gli chiese:
“Io vorrei sapere tutto, voglio sapere chi sono, o se sa qualcosa del mio passato.”
Così il monaco gli disse:
“Certo mi sembra giusto, o aspettato che eri pronto, prima di poterti parlare, vorresti far sedere un povero vecchio? “
“Ma certo, anzi mi scusi, e che sono colto dalla frenesia di scoprire cose sul mio passato.”
Disse Matt mentre si muoveva allo sbaraglio, per la fretta di ricevere risposte.
“Va bene, ma non posso dirti tutto, perché dopo la tua perdita di memoria, le informazioni andranno acquisite in maniera graduale. “
Disse l’anziano mentre si sedeva. Era chiaro che già sapeva dell’amnesia dell’uomo.
“Ti chiami Matt Parker figliolo, sei nativo americano, e come avrai capito hai avuto un brutto incidente. Disse il vecchio.
“Si ma dove mi trovo? E come mai lei mi conosce?” Esclamò con nervosismo.
“Ehi figliolo tranquillo ti dirò quasi tutto, non essere così curioso,” disse il monaco fermando la frenesia delle parole di Matt.
“Ci troviamo su un vecchio monastero in Tibet, nella parte a nord ovest, a metà altezza del monte Himalaya, la vetta più alta del mondo, Lhasa la capitale, dista poche decine di chilometri da qui”
“Cosa? E che ci faccio io qui?” Disse Matt Parker sbalordito
“Ti trovavi già qui, ed un nostro contatto esterno ci ha informato dell’incidente, e ti ha portato da noi, dentro queste mura, ai dormito per due giorni, ti abbiamo accolto, ma già da tempo, non so come è avvenuto l’incidente.”
“Già da tempo? Sono confuso, andiamo con ordine, perché oggi non ai fatto entrare quella persona?” Chiese Matt scuotendosi il capo
“Avrebbe potuto sapere qualcosa in più. “
“Figliolo ascolta, nessuno può entrare nel monastero, fuorché si abbia ricevuto il marchio.” Disse il monaco
“Il marchio? Cos’è, e poi io non ho nessun marchio,” disse Matt quasi come se stesse perdendo la pazienza.
“Davvero figliolo? Ora ti racconto una storia, prova a guardare dietro la caviglia, quella che vedi non è una bruciatura dell’incidente, ma è un marchio a fuoco che ti è stato conferito quando eri piccolo, tuo padre ti ha portato qui!”
“Mio padre! “
“Si hai inteso bene figliolo tuo padre anch’egli era legato a questo posto, il marchio che stai osservando rappresenta una fenice, infatti questo si chiama il monastero della Fenice, è uno dei più vecchi al mondo, ed io ora ne rappresento il custode. Questo uccello rappresenta anche la rinascita spirituale, quello che adesso devi impegnarti a fare tu sig. Matt Parker! Non ti servono più scuse, tu sei un uomo veramente speciale, ed hai un passato molto diverso da altri uomini io ti dirò tutto quello che vuoi sapere ma nella ricerca del tuo io interiore, quello solo tu lo puoi fare, hai perso la memoria, ma credo che non sarà per sempre, sta solo a te ritrovare i ricordi passati, la meditazione può aiutarti.
L’uomo che ti ha portato qui uno dei monaci come quasi tutti che sono in questo monastero, hanno fatto un voto di silenzio, alcuni anche per dieci anni, ma ora solo uno ha il beneficio della parola , in questo caso si tratta di me.“
Matt rimase piuttosto incredulo ed in silenzio dinanzi a tali parole, tutto era nuovo per lui, avrebbe voluto fare mille domande, ma già su quelle parole rimase colpito. Così il vecchio sig. Ming, gli rammendò di come le Informazioni andassero acquisite poco alla volta.
Incuriosito allora insistentemente gli chiese:
“ma chi era quell’uomo di stamattina? perché non è potuto entrare! lui sembrava conoscermi “
“Le leggi di questo monastero sono molto severe, assolutamente vietato ingresso alle persone che non appartengono a questo luogo. Noi viviamo secondo alcune tradizioni, dai tempo al tempo per le altre risposte che cerchi, queste le dovrai scoprire da solo, ma posso dirti che fra due settimane avrai finito la tua convalescenza e finalmente potrai andare a cercare quell’uomo e uscire da qui dentro, ma fino ad allora noi abbiamo il dovere di curarti, perciò porta ancora un po’ di pazienza.A dimenticavo Matt un’ultima cosa, ti devo avvertire, preparati per conoscere la verità, che non è così semplice, tu sei una persona speciale, devi per forza ritrovare te stesso, hai ancora tanto da dare, e non puoi lasciarti andare così, quando riacquisterai la memoria capirai le mie parole, il mondo in questo momento ho bisogno di te, ricordati che da ora non puoi fidarti di nessuno, solo di te e del tuo sesto senso, ora figliolo ti chiedo di rispettare il silenzio che abbiamo giurato di rispettare, e di resistere solo altre due settimane, dopodiché sarai libero, anche se ricordati questa è sempre casa tua. “
Così con quelle parole il vecchio saggio lasciò la stanza di Matt, ancora perplesso, era rimasto senza parole, ma già qualcosa stava cambiando in lui, ora era chiaro cosa bisognava fare.
Matt decise di rispettare l’anziana persona e di attendere altri due interminabili settimane, per poi poter andare a cercare quell’uomo.
Ora altre cose del suo passato lo attendevano, sapeva che avrebbe avuto inizio una seconda vita alla ricerca dei suoi ricordi, insomma aveva un sentiero da seguire e soprattutto quelle parole cosi decise di quel monaco riflettevano il suo stato d’animo, una persona ancora persa da ritrovarsi.
Pensò a tutta la notte a quelle parole. Che voleva dire il vecchio quando diceva tu sei speciale, ed il mondo ha bisogno di te. Matt rifletteva continuamente su quella frase. E si sarebbe dedicato esclusivamente a guarire e prendersi cura di lui.
Il mattino seguente Matt si alzò pieno di entusiasmo Pensando al discorso di ieri, inizio a radersi, un briciolo di speranza si animò in esso, e si unì ai monaci per qualche allenamento, e alle meditazioni che di consueto loro facevano tutti i giorni, il signor Ming osservava compiaciuto del cambiamento molto repentino di Matt, d’altronde aveva sempre avuto un carisma coraggioso e combattente. La rinascita era iniziata.





Capitolo 3

VIAGGIO NEL PASSATO








***Due settimane dopo***









Matt aveva ritrovato forma e aspetto fisico, non sembrava più Tom Hanks nel film di cast away era di nuovo un bell’uomo, caucasico capelli corti neri, abbastanza prestante un bel fisico allenato, anche se non era molto alto, si manteneva nella media, era un metro e ottanta, aveva la schiena quasi del tutto tatuata con al centro una grossa valchiria raffigurata, ma soprattutto gli occhi color cielo, non erano più persi nel vuoto.
Adesso era pronto, si preparava per incamminarsi verso l’uscita, scortato dal vecchio saggio.
“Signor Ming grazie di tutto quello che ha fatto per me, mi ha curato non solo fisicamente ma anche nell’anima, “disse Matt
“Mi raccomando caro figliolo, rammenta di non fidarti di nessuno adesso, ora partirai per un’avventura che ha qualcosa di Straordinario, non crederai che il tuo passato è stato così fantastico, e pieno di avventura, ma al contempo molto difficile, ma questo ti ha reso l’uomo che sei, impavido e sempre pronto a portar giustizia. Che la fortuna ti assista, magari ci rivedremo figliolo, a dimenticavo, tieni questi sono tuoi. “
Il monaco, consegnò a Parker una scatola di legno, contenente all’interno dei sigari cubani, e spiegò che durante i momenti di concentrazione, lui era solito fumarne uno, ma la stragrande maggioranza delle volte c’è l’aveva spento anche senza fumarlo. Così arrivati fuori al grande porticato Matt disse:
“Vi ringrazio davvero tanto, ma comunque non credo di ritornare in questo posto, ora devo cercare il mio passato, disse Parker.”
Così su quelle parole il vecchio saggio abbassò lo sguardo, e mentre si incamminò verso il monastero gli disse:
“c’era un tempo in qui mi chiamavi maestro, non signor Ming.”
Matt rimase un attimo sbigottito, su queste parole, ed il vecchio monaco, chiuse l’enorme cancello, salutando a malincuore l’ormai ritrovato Parker.
Intanto Matt pensava a cosa avrebbe voluto dire con quelle ultime parole, ma sapeva di non ritornare, almeno per un po’, ora un viaggio interiore lo attendeva, iniziava il cammino verso una nuova vita alla scoperta del suo passato.

Il vecchio signore Ming gli indicò la strada per il paesino più vicino, dove c’era un piccola locanda, una volta giunto a destinazione, Matt avrebbe dovuto chiedere del signor Lee, un membro fidato dei monaci(il contatto esterno della Fenice) il quale gli avrebbe svelato altro ancora, e gli sarebbero state fornite nuove istruzioni.
La strada era ancora lunga il cammino appena intrapreso, così Matt aprì la scatola dei sigari, annusò il profumo del tabacco, che gli trasmise istantaneamente una sensazione di benessere, di calma, così decise di prenderne uno e di gustare il sapore del tabacco aromatico, ma senza accenderlo, nel frattempo rimase incantato dal paesaggio che gli allietava la vista ,perso nei panorami mozzafiato, c’erano grandi distese di catene montuose, con le cime tutte innevate, grandi nuvole bianche avvolgevano i promontori circostanti, non c’era quasi nessuno nei dintorni, solo qualche famiglia di contadini che salutavano al passaggio delle persone, mentre lavorano nei pochi campi presenti, avevano i volti segnati dall’altura della maestosità dei monti, da quell’altezza si vedeva di già il piccolo paesino, dove c’era la locanda, sembrava abbastanza degradato da lontano, un piccolo fiume ne divideva il cammino. Dopo quasi un ora di viaggio, il monte dietro, era quasi del tutto un lontano ricordo, Matt si accingeva a raggiungere il fiume, che lo separava dalla piccola città, le istruzioni date dal monaco erano semplici da seguire, ma era necessario arrivare prima del calar della sera , così gli aveva detto il vecchio saggio, a causa della forte escursione termica che si manifestava tra giorno e notte, si trovava nel periodo a cavallo fra inverno e primavera, era il mese di marzo gli disse Ming, dove i monsoni estivi erano più concentrati portando innumerevoli piogge.
Matt continuava ad osservare l’ambiente attorno a lui, era un luogo che trasmetteva una forte tranquillità, l’aria era freschissima, pulita dallo smog delle grandi città, qui sul tetto del mondo, era facile trovare la pace dei sensi, il luogo ideale dove era ubicato il monastero la Fenice, al quale Matt ne era inconsapevolmente legato fin da bambino.
Arrivato finalmente al fiume, fra vari pensieri, gli parve un contadino, o almeno così sembrava, che da lontano gli fece segno di salire sulla barca, Matt non esitò ormai i misteri iniziavano ad intersecarsi ancora di più nella sua vita, sicuramente era stato ragguagliato dal vecchio saggio riguardo al passaggio in barca.
Dopo appena dieci minuti di traversata, il contadino disse:

“Eccoci a destinazione sig. Parker siamo arrivati,”

Parlava a malapena la sua lingua,
” grazie buon uomo ”, gli rispose Matt,
mentre scendeva dalla piccola imbarcazione, il paese era lì a pochi passi, il sole stava calando, così non restava molto tempo, bisogna proseguire.
Arrivato fuori alla piccola locanda Matt entrando domandò :

“Salve qualcuno parla la mia lingua? “

Ma fu totalmente ignorato, mentre continuavano a bere e a parlare fra di loro, allora fece un altro passo in avanti e urlò :

“Cerco il sig. Lee! “

D’improvviso un silenzio tombale, e quasi tutti contemporaneamente osservarono quel forestiero, e bisbigliavano chi fosse e come mai conosceva il nome del padrone della locanda se prima di allora non si era mai visto, ma una voce rauca interruppe il silenzio:

“Lei è il sig. Parker? “Disse un signore con capelli scuri lunghi, mentre spillava della birra

“Si sono io! “

“Salve, io sono il sig. Lee, mi segua c’è una persona che l’attende, da molto aspettava il suo arrivo, immagino che abbia molte domande da porre, nella stanza di sopra c’è qualcuno che potrebbe aiutarla” disse quell’uomo mentre scortava Matt nel retro della bottega dove c’era una scala che portava nella zona notte, doveva trattarsi di quell’uomo misterioso, che vide due settimane fa fuori al monastero pensò Parker.

“Ecco questa è la stanza, in bocca a lupo signore,”

disse il sig. Lee mentre faceva un inchino e ritornava indietro nel lungo corridoio scuro, dove c’erano alte cinque o sei camere

Così bussando alla porta, aprì proprio quell’uomo, il rider fuori al monastero.

“Ehi Matt amico mio, stai tranquillo, sapevo del tuo arrivo e so anche del tuo brutto incidente, quindi molto probabilmente non ti ricordi di me, vieni siediti abbiamo mille cose da dirci.”

Matt allora un po’ titubante e sospettoso, accolse l’invito di sedersi, ma intesta gli suonavano ancora le parole del monaco che disse di non fidarsi di nessuno.
Così mentre si sedeva sul letto antico in ferro battuto, cominciò a porgere per primo una domanda :

“Va bene, veniamo al dunque, tu sai chi sono? Ti ho sentito discutere con il monaco sembravi conoscermi, e qualcuno deve spiegarmi chi sono, perché sto perdendo la pazienza!”

Disse mentre si alzò dal letto, e poi continuò dicendo :

“Tutti sembrano conoscermi ma nessuno mi dice chi ero, e che facevo per vivere, è perché poi o scoperto di essere estremamente abile nel combattimento nei duri allenamenti al monastero che i monaci mi sottoponevano, ma nessuno sembrava essere sorpreso quando mi esercitavo, dimmi perché! “disse Parker colpendo la parete con un pugno

Gli animi iniziarono a scaldarsi la rabbia di Matt cresceva esponenzialmente, ed il signore intanto cercava di tranquillizzarlo

“Ehi stai calmo fratello mio!”

“E perché dovrei! Uomo dei misteri, se proprio sai qualcosa dimmelo! Hanno detto che potevi aiutarmi, ma se non puoi tolgo il disturbo.” Esclamò Matt mentre afferrò con una mano la giacca di quell’uomo

L’uomo quasi spazientito, si liberò della presa di Matt e gli disse :

“Ma guardati, ai perso la memoria, ma il tuo carattere no, è questo quello che ti ha fatto commettere quell’errore! ”

“Di quale errore parli! Dimmelo ti prego, io lo devo sapere! Vedi faccio delle notti insonni, mentre quelle poche ore che dormo o degli strani flash, non sono molto nitidi, ed a volte quando mi sveglio non mi ricordo nemmeno, ma mi rimangono addosso una terribile angoscia, e ho paura di aver fatto un gesto terribile, capisci perché devo conoscere il mio passato, il vecchio Monaco a detto che devo riacquistare la memoria poco alla volta, se no potrei rimanere sconvolto. “
Disse Matt quasi pentito dello scatto di ira avuto

“Chi quel vecchio pazzo! non dargli importanza, e una vita che ti dico che quei strani ciarlatani ti offuscano il cervello fratello mio, ti dirò tutto tranquillo!, adesso siediti, che abbiamo molte cose da dirci”

Disse il rider, così Matt si mise di nuovo seduto mentre si scusava ancora per prima, allora l’uomo gli avvisò, che quello che avrebbe sentito, era tutto vero, e non doveva spaventarsi, cercava di prepararlo al suo passato ma anche ora presente, e gli chiese di non intervenire ancora.
Cosi cominciò a parlare :

“Ok da dove inizio, mmm.. vediamo, allora per cominciare mi presento di nuovo visto che non sai chi sono, mi chiamo Samir Shaker, sono iracheno, naturalizzato americano, sono orfano, sono arrivato in America quando avevo nove anni, ora ne ho quaranta, due in più di te, ci siamo conosciuti tempo fa, facevamo lo stesso lavoro, serviamo la nostra patria, eravamo soldati e sono diventato il tuo migliore amico fratello”

“Samir? Be perdonami, ma questo nome non mi dice nulla, anche se non ricordo niente, da una settimana a questa parte inizio ad avere delle emozioni, cioè mi spiego meglio, quando osservo, annuso o mi trovo in qualche posto familiare, quest’ultimo mi riesce a trasmettere delle sensazioni , positive o negative, una specie di sesto senso non so se mi spiego Fratello!” disse Matt chiamandolo ironicamente

“Caspita deduco che il vecchio non ti ha detto quasi niente di te?” Domandò Samir

“No! Non molto, mi ha dato poche informazioni, ha detto che devo ritrovare da solo la memoria, per non confondere le cose che mi vengono dette “

“Vecchio rimbambito! Esclamò Samir”

“Ehi non ti azzardare a parlare male di lui! Guarda che il Jackie Chan dell’Himalaya si è preso cura di me! “lo interruppe Matt a gran voce, difendendo l’onore del monaco

“Hahaha, fratello di sicuro stai ritrovando il tuo carattere sarcastico,” disse Samir

“Sei sempre stato un duro d’altronde! Per questo avevi pochi amici, dire sempre quello che pensavi sicuramente non ti ha reso simpatico, ma la tua migliore qualità è quel maledetto vizio di fare sempre la cosa giusta, e poi quella cosa di mettere sempre nomignoli a tutti hahaha, quello di sicuro non l’hai perso. “

Matt allora si calmò, e dopo un bel respiro lo pregò di continuare a parlare, e che non l’avrebbe interrotto più, così Samir si tolse quel sorriso dalla faccia ed improvvisamente diventò serio, e gli disse che quello che avrebbe sentito non gli sarebbe piaciuto, ma Parker lo interruppe dicendo che era pronto ormai a conoscere la sua storia , che l’avrebbe accettata, e sarebbe stato pronto a pagarne le conseguenze.
Matt voleva solo capire che tipo di uomo era nel passato, era pronto a pagare il prezzo, allora Samir si decise ad accontentarlo avvisandolo che non sarebbe stato così facile dirgli questo.





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